
«Gentilissimo Sindaco,
apprendo dalla stampa di una Sua ordinanza, in base alla quale sarebbe fatto divieto al gruppo informale di volontari che ogni mattina porta un po’ di latte e pane ai senza dimora che vivono sotto i portici dell’ex chiesa di San Francesco, di proseguire nel loro apprezzabilissimo servizio proprio in questo, che è il periodo natalizio. Leggo che l’ordinanza è emanata a tutela della vivibilità e del decoro del centro urbano, come se la povertà e la miseria offendessero il decoro della città e non l’essere umano che è costretto a viverla.
Siamo in periodo natalizio e stiamo per celebrare la nascita di Gesù, profugo e povero, nato in una stalla, ultimo tra gli ultimi. Mi dispiace molto che a Como, città bellissima, chi non ha fissa dimora rappresenti per il Sindaco soltanto un problema di fastidio a vedersi, quando invece la preoccupazione dovrebbe essere la tutela della salute e del benessere di chiunque abiti o soggiorni in città, anche solo di passaggio, anche solo per caso. Del resto a Giuseppe e Maria trovarono una stalla, come rifugio.
A Como, in questi giorni invece, vengono tolti ai senza fissa dimora, persino i cartoni con cui ripararsi.
Sono molto preoccupato, caro Sindaco, per questa ed altre iniziative che puntano a marginalizzare ulteriormente chi è più sfortunato tra noi e Le rivolgo un accorato appello: riveda la sua posizione, non faccia cadere altre ombre sulla Sua città.
Auguro un Buon Natale di Pace e Bene a Lei, ai Suoi cari e a tutta la città di Como, che Lei rappresenta». [Franco Bordo per Liberi/e uguali]

