
Vittime ostaggio della situazione non solo i 170 migranti ospiti in via Regina Teodolinda a Cono ma anche la Caritas e tutte le altre organizzazioni di solidarietà che non sono state neppure informate prima delle deportazioni. Ed è paradossale che una parte dei migranti da Como siano stati deportati a Bologna in una campo che come quello di Como il governo vuole chiudere condannando persone che pure avevano già iniziato un percorso di regolarizzazione a nuove deportazioni alla clandestinità o al rimpatrio coatto. Forte l’indignazione delle organizzazioni per i diritti umani che si sono convocate su invito di Como senza frontiere per martedì 18 settembre alle 21 alla Cna. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]
