Scommessa vinta per Abbasso la guerra e le altre realtà che in una sola settimana hanno organizzato e animato per domenica 28 luglio 2024 un presidio contro il nuovo Quartier generale Nato a Solbiate Olona (VA).
Il preavviso inesistente, le ferie, la domenica estiva, un caldo assolutamente proibitivo concorrevano a far presagire il flop dell’iniziativa anche ai più ottimisti, che si preparavano ad una presenza puramente simbolica. Invece ai cancelli della caserma “Ugo Mara”, di recente promossa a Quartier generale Arf del Patto atlantico, si sono riunite ben 120 persone. Una partecipazione superiore persino alla mobilitazione per i 75 anni dalla nascita dell’Alleanza atlantica (75 anni di stragi), che pure aveva coinvolto più che i soliti irriducibili e addetti ai lavori. La stessa interlocuzione con automobilisti, passanti e clienti del vicino centro commerciale, contestuale alla distribuzione di 1000 volantini, ha dimostrato che, parallelamente alla completa indifferenza e al bellicismo suicida e fascistoide, cresce un’area di ascolto di quanti, pur non ancora giunti ad attivarsi, sopportano con crescente fastidio la propaganda del complesso militare, industriale e mediatico, che vorrebbe trascinare l’umanità nel baratro dell’inverno nucleare, dell’olocausto climatico. Si diffonde e radica una convinzione sempre meno epidermica, sempre meno taciuta, che si potrebbe riassumere con un pensiero, un’esclamazione ricorrente: “I nostri figli, i nostri cari, a morire per le loro stupide guerre non ce li mandiamo!”. Evviva l’estraneità! Evviva la non-collaborazione, prima, e assolutamente sottovalutata, forma dell’azione nonviolenta! Tra gli stessi manifestanti è capitato di sentir dire «Questo è il primo volantinaggio della mia vita: non capisco come si possa stare immobili di fronte alla possibilità della guerra mondiale. Non sarò come un animale in mezzo alla strada, che attende immobilizzato che la macchina lo investa, o che addirittura finge che la macchina non ci sia». E ancora: «Fino al 2022 non manifestavo, mi facevo gli affari miei. Ma adesso ho paura». Ebbene, viva la paura, se rompe la passivizzazione!
Aldilà delle cifre o delle molle che spingono volti nuovi alla politica attiva, fa poi ben sperare che in poco tempo si siano riuniti a Solbiate Olona pezzi sparsi di un movimento capillare determinato a convergere, a lavorare insieme. C’erano i bresciani del Centro sociale 28 maggio e di Donne e uomini contro la guerra, impegnati da anni contro la famigerata base Nato di Ghedi e le sue bombe atomiche. C’erano gli attivisti toscani del Comitato No Base né a Coltano né altrove, che si stanno già preparando ad una grande manifestazione nazionale per il 21 settembre a Firenze. C’erano i pacifisti piemontesi che subiscono la presenza dell’aeroporto militare di Cameri (NO), dove si assemblano gli F-35. C’erano in forze gli organizzatori italiani della Terza marcia mondiale per la Pace e la nonviolenza, che partirà dal Costa Rica il 2 ottobre 2024 e dovrebbe raggiungere l’Italia in più punti intorno al 9 novembre. E poi ancora Bici Pace, i milanesi della Loc e la rete per la Pace del magentino, Como senza frontiere e i volontari della Parrocchia di Rebbio, e il Punto Pace Pax Christi di Tradate, i Laici Missionari Comboniani, le Donne in nero,… Tante voci, tante storie molto diverse, tante persone accomunate dalla percezione che siamo a un tornante, e se sbagliamo a interpretarlo siamo certamente perduti.
A proposito di errori di valutazione, non si può invece tralasciare di notare chi non c’era. Non c’era, per farla breve, tutta un’area del pacifismo diffuso che ritiene “divisivo” (mai parola fu più abusata per coprire debolezze inconfessabili, rimozioni, ipocrisie) il contrapporsi alla Nato, l’alleanza militare più potente della storia umana, o giudica pericoloso (e le due cose vanno quasi sempre di pari passo) affrontare la questione del genocidio del popolo palestinese. Queste realtà non sono certo colpevoli della deriva che sta imboccando un’umanità guidata da avidi e corrotti. Ma hanno la responsabilità storica di quello che Martin Luther King definiva «il silenzio degli onesti». La responsabilità di avere abbandonato certi temi cruciali all’esclusiva di soggetti che di pacifista non hanno proprio nulla. Ai vari Alemanno che, anche da Solbiate Olona, predicano una patria indipendente, coesa nel nazionalismo spinto. Nonostante vediamo ogni giorno quanto l’estrema destra abbia la schiena dritta nei confronti dei padroni di oltreoceano! Ma anche a soggetti che omaggiano l’Urss staliniana e una patria socialista che (per fortuna?) non si vede all’orizzonte (e poi sarebbero i nonviolenti gli illusi…). Oppure a soggetti che – purtroppo anche il 28 luglio- hanno invocato una guerra popolare come unico rimedio alla guerra imperialista. Slogan efficaci, se il tentativo prefissato fosse di rendere incomprensibili le ragioni dell’opposizione alla Nato alla cittadinanza. Tra i due corni del problema, e sotto la minaccia della guerra totale, vien facile rispolverare, con qualche amarezza, il vecchio slogan: “Tra sparare e sparire, scelgo ancora di sperare!”. [Abramo Francescato, ecoinformazioni]
Foto di Fabio Cani [ecoinformazioni], di Abbasso la guerra e di altre e altri partecipanti.
Leggi il comunicato integrale dei promotori letto all’apertura del presidio:
Perchè un presidio davanti alla Base NATO Solbiate Olona?
Viviamo in un mondo in cui la disumanizzazione sta crescendo e nemmeno le Nazioni Unite sono più un riferimento nella risoluzione dei conflitti internazionali. Un mondo devastato da numerose guerre, in cui lo scontro tra le potenze dominanti ed emergenti, pur con responsabilità diverse, colpisce prima di tutto le popolazioni civili (vedi ad esempio il genocidio in atto del popolo palestinese perpetrato dalle Forze Armate israeliane). Un mondo con milioni di migranti, rifugiati e sfollati ambientali costretti ad attraversare confini gravidi di ingiustizia e morte. Un mondo in cui si ricorre al massacro per accaparrarsi risorse sempre più limitate. Un mondo in cui la concentrazione del potere economico nelle mani di pochi compromette, persino nei paesi sviluppati, ogni speranza di realizzare una società basata sul benessere per tutte e tutti.
In sintesi, questo è un mondo in cui la giustificazione della violenza, in nome della “sicurezza di parte”, porta alla crescita di scontri bellici di proporzioni incontrollabili, che distruggono in maniera generalizzata e pervasiva, nei corpi, nelle menti e negli spiriti, quanto in ciascuno di noi vi è di umano. Eppure nessun blocco di potere, nessuna alleanza tra Stati, può oggi vincere una guerra senza che l’abisso inghiottisca ciascuno dei contendenti. Ci stiamo avvicinando a grandi passi, per via di scelte insensate, all’Apocalisse, sia per il genere umano sia per tutte le altre creature che abitano il pianeta Terra. Sono due anni consecutivi che gli scienziati atomici americani ammoniscono che siamo a soli 90 secondi (su 24 ore = 86.400″) dalla mezzanotte nucleare. E noi dovremmo ancora tenerci le bombe termonucleari custodite a Ghedi ed Aviano? Dovremmo essere ancora disponibili a dispiegare nuovi euromissili e a puntarli contro la Russia?
Siamo persone e realtà organizzate contrarie alla guerra e a tutti gli strumenti che la rendono possibile: concetti strategici e alleanze aggressive, spesa militare, ideazione, produzione ed esportazione di armi (nucleari, biologiche, chimiche e convenzionali), economia di guerra, eserciti ed esercitazioni, basi, servitù e poligoni militari.
Facciamo questo presidio oggi per contestare la promozione a Quartier generale ARF (Allied Reaction Force) della Base NATO di Solbiate Olona, che già è sede della NRDC – Ita, cioè di uno dei comandi NATO per il dispiegamento rapido. Una scelta, maturata nel summit di Vilnius nel 2023, che consente al SACEUR (Supremo Comando Alleato in Europa, massima autorità militare della ACO – Comando delle Operazioni Alleato) di disporre di forze prontamente impiegabili (in tutti i domini: aria, acqua, terra, sottomarino, spazio e cyberspazio) per interventi immediati in tutte le circostanze – opinabilmente definite di “crisi” – ovunque nel mondo.
La crescita dell’importanza strategica della Base aumenta il coinvolgimento italiano, e in particolare l’area a nord di Milano, nel rafforzamento delle capacità belliche, anche aggressive, della NATO. La Base e il territorio circostante divengono così un bersaglio primario dei cosiddetti nemici del Patto Atlantico: una minaccia che non possiamo assolutamente tollerare. Così come troviamo altrettanto inaccettabile che il nostro Paese, le terre in cui abitiamo, diventino luogo di elaborazione, pianificazione e gestione di attacchi nei confronti di popoli presupposti nemici.
Siamo dunque per la rimozione della Base e per lo scioglimento della NATO, l’Alleanza più potente e – almeno dal 1999 – aggressiva della storia umana. Una Alleanza che si comporta come fuorilegge (vedi ad es. gli attacchi alla ex Jugoslavia e alla Libia), ma che al contempo si investe unilateralmente del ruolo di tutore della legge internazionale, anche in sostituzione dell’ONU. Ci dicono che dobbiamo aumentare le spese militari, ma, considerando anche i Partner della NATO, la spesa militare di questa coalizione nel 2023 era il 72% della spesa militare mondiale, mentre quella della Russia era il 4,5% e quella della Cina il 13%. Ci dicono che dobbiamo aumentare le esportazioni belliche, ma i Paesi NATO sono responsabili del 73% del mercato mondiale delle armi, seguiti dalla Russia al 16% e dalla Cina al 5%. Ci dicono che Russia e Cina stanno incrementando il loro arsenale nucleare, ma da anni in questo settore gli USA spendono 4,5 volte più di quanto spende la Russia. La NATO è una delle principali cause dell’instabilità internazionale, non certo una soluzione ad essa.
Abbiamo poco tempo a disposizione. Unisciti a noi per contestare il potere militare e per creare condizioni per una pace vera e feconda, fondata sulla sicurezza comune, sull’impiego socialmente utile delle risorse e sulla tutela dell’unico pianeta che abbiamo.
Noi ci proponiamo di proseguire la mobilitazione sia partecipando ad iniziative analoghe a livello nazionale, come ad esempio la manifestazione nel capoluogo toscano organizzata da “No Comando NATO né a Firenze né altrove”, prevista per il 21 settembre 2024, sia organizzando sul nostro territorio un corteo ad ottobre.
Siamo altresì intenzionati a cooperare con tutte le realtà che, accomunate dal riconoscimento dei principi fondamentali della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e, in particolare, dal ripudio della guerra così come è prescritto dall’Articolo 11, volessero opporsi con noi alla NATO e alla presenza della Base a Solbiate Olona.
Contattaci per condividere questo impegno! Restiamo umani!
Abbasso la Guerra OdV Venegono, Comitato promotore nazionale della 3^ Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, Comitati promotori milanese e Alto Verbano della 3^ Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, Punto Pace di Pax Christi Tradate, Assemblea Popolare di Busto Arsizio, Tavolo per la Pace dell’Alto Verbano, Argonauti – Mondo Senza Guerre e Senza Violenza – Milano, Comitato intercomunale per la Pace del Magentino, ATTAC Saronno, ResQ People Equipaggio di Terra Saronno, Kinesis Tradate, Rete Mobilitazione Globale per la Pace Varese, Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università Varese, Circolo Laudato Si’ S. Francesco Busto Arsizio, BiciPace Turbigo, Donne e Uomini Contro la Guerra Brescia, Centro Sociale 28 maggio Rovato, Laici Missionari Comboniani Venegono. All’iniziativa partecipano Donne in cammino per la Pace. Aderiscono PaP Brescia, Carc Milano.

