Nato
Sempre di più contro la Nato
Scommessa vinta per Abbasso la guerra e le altre realtà che in una sola settimana hanno organizzato e animato per domenica 28 luglio 2024 un presidio contro il nuovo Quartier generale Nato a Solbiate Olona (VA).
(altro…)28 luglio/ No Quartier generale Nato
Domenica 28 luglio 2024, dalle 15 alle 17, davanti alla caserma “Ugo Mara” di Solbiate Olona (VA) si terrà un presidio contro la decisione di istallare ivi il quartier generale Arf (Allied reaction force) della Nato.
(altro…)75 anni di Nato e di guerre
La sera di giovedì 4 aprile 2024 si è tenuto un presidio pacifista davanti ai cancelli della base Nato di Solbiate Olona (Va). L’iniziativa varesina, coordinata con diverse manifestazioni analoghe italiane (qui l’elenco) ed europee in occasione dei 75 anni dalla stipula del Patto atlantico a Washington, è stata promossa dal Centro di documentazione Abbasso la guerra, dall’Assemblea popolare di Busto Arsizio e dal nodo territoriale dell’Osservatorio nazionale contro la militarizzazione delle scuole e delle università.
(altro…)Donne globali per la pace unite contro la Nato
La rete si oppone fermamente all’uso di bombe a grappolo e armi che contengono uranio impoverito e condanna i paesi, come Stati Uniti e Regno Unito, che le stanno inviando in Ucraina. Per sottoscrivere http://womenagainstnato.org/declaration/
(altro…)Le armi nucleari in Italia sono illegali
Un autorevole parere giuridico commissionato da 22 realtà pacifiste (tra cui la Rete Como senza frontiere e il Mese della Pace di Como) afferma l’illegalità della presenza di armi nucleari in Italia.
(altro…)Né con Putin né con la Nato!
Domenica 6 marzo 2022 si è svolto un importante presidio pacifista ai cancelli della base Nato di Ghedi (Bs).
Secondo l’attendibile opinione di quanti negli anni hanno partecipato con costanza alla mobilitazione contro la presenza in Lombardia della principale base d’attacco italiana, la manifestazione, pur non essendo stata la più partecipata in assoluto, è stata ottima tanto per la presenza di numerosissime persone e realtà, quanto per la qualità degli interventi che si sono succeduti nel corso del pomeriggio fino al tramonto. Un arcipelago di organizzazioni pacifiste, partiti politici di sinistra, sindacati di base, reti e collettivi ha risposto alla chiamata del Comitato contro la guerra di Brescia, spinto dalla necessità di opporsi alla guerra in Ucraina e a tutte le guerre, ma senza prestarsi alla strategia criminale di chi in questi giorni strumentalizza il desiderio di Pace espresso da centinaia di piazze del mondo per rilanciare l’interventismo militare.
Si è rivendicata una radicale scelta pacifista, nel solco della tradizione antimilitarista e internazionalista, e un rifiuto netto a farsi arruolare in uno scontro tra imperialismi che, al solito, vede oppresse e sconfitte solo le classi sociali più deboli. Respinte al mittente le accuse di subalternità a Putin e quelle di pavidità, una rielaborazione scadente di quell’armamentario ideologico che ha cercato di screditare le posizioni pacifiste fin dai tempi D’Annunzio. Senza dubbio è da esecrare l’attacco dell’autocrate Putin contro la popolazione ucraina. Ma la Russia non è l’impero del male che minaccia il magico regno delle fate: il governo ucraino, l’Unione europea, le bande neonaziste attive nel Donbass e soprattutto la NATO e gli Stati Uniti hanno grossissime responsabilità nella deflagrazione di un conflitto che viene in questi giorni scientificamente esasperato, e rischia di assumere in grande stile il profilo della guerra totale su scala globale, con il paradossale sostegno di segmenti del pacifismo.
Pacifismo è condannare senza esitazioni l’invio di armi all’Ucraina, clamorosa deroga alla legge 185 del 90, nella consapevolezza che ciò non gioverà alcun modo alle popolazioni aggredite, ma contribuirà solamente ad alzare il livello dello scontro, giustificando l’uso di armi pesanti anche nei centri abitati e minando la stabilità della regione per i decenni a venire. Quanto sono ipocriti il Governo italiano e le forze politiche che spargono a piene mani solidarietà all’Ucraina dopo aver lucrato per decenni sulla fornitura di armi alla Russia, in alcuni casi addirittura dopo aver presentato Vladimir Putin come il nuovo messia! A riprova della solida condivisione delle ragioni della mobilitazione, le pur minoritarie voci intervenute per invocare l’invio di armi alla «gloriosa resistenza ucraina» e ai «nuovi partigiani» sono state sonoramente fischiate.
Pacifismo è anche opporsi strenuamente al possesso e all’uso di arsenali nucleari, che in questi grevi giorni sono stati posti in stato di allerta. Non siamo nella condizione di tacere, o di dire a mezza voce, che un’alleanza militare un tempo formalmente difensiva e oggi potenzialmente offensiva detiene sul nostro territorio e nel mondo abbastanza ordigni per cancellare la vita sulla Terra. Un delirio inaccettabile, ma purtroppo sempre più realistico. Nel gridare «Fuori l’Italia dalla Nato! Fuori la Nato dall’Italia!» si ha la percezione di riuscire finalmente ad esprimere con chiarezza una posizione che altre piazze tendono a soffocare: forse non sposta gli equilibri di questo mondo che stritola le nostre speranze, ma certamente fa un gran bene allo spirito. [Abramo Francescato, ecoinformazioni]
In piazza Scala per la pace in Ucraina
Centinaia, forse un migliaio, le persone scese in piazza della Scala nel tardo pomeriggio di giovedì 24 febbraio chiedendo la pace in Ucraina, paese svegliato dalle bombe dell’esercito Russo.
(altro…)Buongiorno piazza/ 9 giugno
Buongiorno piazza, il 9 giugno 1999 la Repubblica Federale di Jugoslavia e la Nato firmano un trattato di pace mettendo fine alla Guerra del Kosovo che aveva visto l’intervento della Nato e l’uso dello spazio aereo italiano per la partenza e il sorvolo di aerei che andavano a bombardare la Serbia. Era la seconda volta che l’Italia partecipava direttamente ad una guerra dopo il 1943: la primo fu la guerra del golfo contro l’Iraq nel 1991, la seconda sotto il governo D’Alema nel 1999. Continua a leggere→







