Le cattive notizie anticipate nella conferenza di legambiente Como di luglio a Bellano vengono confermate dai dati della Goletta Verde che conferma criticità gravi in tutta la Lombardia, Lago di Como incluso.
Il Cs di legambiente Como di luglio.
La qualità dell’acqua del Lario
La ricerca della presenza di contaminazione microbiologica rappresentata da enterococchi ed
escherichia coli è importante, ma definisce la qualità dell’acqua solo ai fini della balneazione.
Per capire meglio lo stato della qualità delle acque dei laghi occorre prendere in considerazione i
parametri indicati dalla normativa nazionale e regionale seguita al recepimento della direttiva
europea 2000/60/CE.
Queste norme, in particolare il D.lgs. 152 del 2006 e seguenti, stabiliscono i criteri necessari per
definire lo STATO ECOLOGICO e lo STATO CHIMICO. Il primo prevede 5 classi di qualità
dell’acqua (cattivo-scarso-sufficiente-buono-elevato). Lo stato chimico solo due (buono-non
buono). Entrambe le classificazioni devono raggiungere almeno il giudizio definito BUONO.
Obiettivo che inizialmente doveva essere raggiunto entro il 2015 ed ora, di proroga in proroga,
entro il 2027.
Quale è la situazione del Lario è certificato da ARPA Lombardia che controlla il lago con stazioni di
monitoraggio a Dervio e Abbadia Lariana sulla sponda lecchese e ad Argegno e Como sulla
sponda comasca.
Lo STATO ECOLOGICO del Lario secondo i dati di ARPA rimane ormai da diversi anni allo stato di
SUFFICIENTE. Il fattore che limita il passaggio allo stato di BUONO è rappresentato in particolare
dall’eccesso di fosforo presente nell’acqua. La media di concentrazione di fosforo nel triennio
2020-2022 è risultato migliore a Dervio dove ci si sta avvicinando al valore guida di 15
microgrammi per litro in superficie, ma ancora molto alto altrove. Ad Argegno è 36 microgrammi
per litro perché il ricambio dell’acqua sul lato comasco è molto lento. IL fosforo deriva soprattutto
dalla scarsa depurazione delle acque fognarie. Nel primo bacino di Como le criticità sono
rappresentate dalle condizioni delle vecchie fognature e dal torrente Cosia che attraversa interrato
la città. Una misura estemporanea fatta dal locale Circolo Legambiente il 14 maggio 2024 ha
rilevato alla foce del Cosia, prima di immettersi nel lago, una concentrazione di 700 microgr/litro di
fosforo totale. Anche il torrente Breggia a Cernobbio presenta spessa valori di fosforo t. superiori a
100 microgr./l (dati Arpa 2022).
Lo STATO CHIMICO rimane da anni NON BUONO in entrambi i rami del Lario. Negli anni scorsi
per la persistenza di inquinanti di antica origine industriale (Mercurio, Cadmio) o derivati degli
idrocarburi (benzopirene, fluorantrene); nel triennio 2020-22 Non BUONO per la presenza di un
nuovo pericoloso inquinante perfluoroalchilico (PFOS), non cercato nei controlli dei trienni
precedenti. Va detto infatti che la tabella prevista dalla legge che elenca le sostanze da ricercare,
pur recentemente aggiornata, non tiene in considerazione tutti i possibili inquinanti.
Ad esempio, non è contemplata la ricerca delle microplastiche che, da campionamenti fatti in
passato anche da Legambiente, rappresentano un problema anche nel nostro lago. Andrebbero
inoltre approfondite le ricerche nei sedimenti e negli organismi vegetali e animali, visti gli studi degli
anni scorsi dell’Università dell’Insubria che hanno individuato la presenza di inquinanti chimici
come DDT e PCB.
Quindi non siamo in una situazione ottimale e, a peggiorare le cose, si aggiungono gli effetti dei
cambiamenti climatici ormai documentati da molti studi scientifici, vedi ad esempio le pubblicazioni
del CNR-IRSA di Verbania Pallanza.
Uno degli effetti ormai evidenti dovuti ai cambiamenti climatici è il costante incremento della
temperatura dell’acqua misurato sia in superficie che in profondità.
In superficie l’aumento della temperatura favorisce in estate, insieme all’eccesso di fosforo ed altri
nutrienti di origine fognaria, i fenomeni di eutrofizzazione con fioriture algali. Sempre più diffuse
tra queste alghe quelle che producono tossine pericolose per la salute umana e l’alimentazione
animale (Microcystis aeruginosa ed altre di riscontro più recente).
In profondità invece la temperatura elevata provoca modifiche nella presenza di ossigeno con
conseguenze sulla vita acquatica.
Bellano 8 Luglio 2024. Conferenza Stampa Goletta dei Laghi 2024
Il Cs di legambiente Lombardia di agosto.
Mare e laghi italiani non godono di ottima salute: questo il bilancio di sintesi di Legambiente con Goletta Verde e Goletta dei Laghi 2024, la grande campagna annuale che controlla la contaminazione microbiologica delle acque marine e lacustri.
A minacciare la salute delle acque concorronomaladepurazione, scarichi abusivi, inquinamento, ma anche l’accelerazione della crisi climatica che, in particolare con gli eventi meteorologici estremi, mette sotto pressione i sistemi di depurazione.
In Lombardia, Goletta dei Laghi ha come sempre una delle sue tappe più ricche di contenuti e di notizie. Il motivo sta nella particolare vastità dei corpi idrici di questa regione, che sviluppano ecosistemi, economia, energia e narrazioni senza soluzione di continuità, in tutte le stagioni.
Oltre ai dati sulla contaminazione microbiologica delle acque, i cinque laghi lombardi oggetto dei campionamenti (Verbano, Ceresio, Lario, Sebino e Benaco) hanno infatti generato diversi spunti di riflessione,condivisi con i cittadini durante tutte le conferenze stampadai Circoli coinvolti, al punto da giustificare un dossier come quello che Legambiente Lombardia presenta ormai tradizionalmente nel giorno della sintesi nazionale dei dati di Goletta Verde e Goletta dei Laghi.
Si è riflettuto, in particolare, su molti dei temi paralleli alla qualità delle acque: gli scarichi abusivi, la perdita di biodiversità, il sovraffollamento turistico, la fragilità di coste e falesie, le speculazioni edilizie, la raccolta dei rifiuti.
Sono state evidenziate anche le migliori pratiche di gestione presenti nei territori per la tutela e la salvaguardia dell’ecosistema lacuale.
L’edizione 2024 è stata caratterizzata da un peggioramento generale dei risultati dei campionamenti,per i qualihanno sicuramente influito le massicce precipitazioni, ma dove si è anche vista una sostanziale inerzia di alcune amministrazioni che in qualche caso, come ad esempio per ciò che riguarda la sponda lombarda del Lago Maggiore,da più di venti anni non accennano a migliorare la depurazione dei corpi idrici di loro competenza.
“La qualità delle acque deve essere guardata da più punti di vista per introdurre politiche realmente efficaci,” spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Goletta dei Laghi è un momento di riflessione collettiva che, oltre i dati microbiologici, deve farci agire contro criticità solo apparentemente scollegate tra loro, come la contaminazione da microplastiche, il sovraffollamento turistico e la differenziazione dei rifiuti. Le amministrazioni devono imparare ad agire su più fronti contemporaneamente, servono più sinergie.”

