Mentre c’è chi scommette che il 21 ottobre sarà il giorno nel quale Rapinese marcerà contro la Carducci per chiuderla e mentre tant3 cttadin3 si preparano al peggio, la politica (tutta meno quella della lista personale del sindaco) chiede che della Carducci si parli in Consiglio perché a Como vige la democrazia.
«Alla luce degli avvenimenti delle ultime ore e delle dichiarazioni del sindaco che ha parlato di una prossima “azione di forza”nei confronti della Associazione Carducci comunichiamo che domani mattina depositeremo un’istanza per la convocazione urgente delle Commissioni II e IV perché il tema venga portato nel dibattito consigliare. Siano convinti che, al di là delle rispettive esigenze , l’amministrazione non possa negare all’Associazione Carducci, benemerita e secolare espressione della cultura di questa città, un confronto in cui possa essere individuata la soluzione migliore. Di fronte a un problema, la ricerca della soluzione non può passare sempre da “atti di forza”, come, invece, intende il sindaco. Il sindaco dovrebbe essere il buon padre di famiglia di questa città, una figura capace di prendere decisioni, ma non prima di aver dato il giusto spazio all’ascolto e al confronto». [Vittorio Nessi anche a nome di tutti i gruppi di minoranza del Comune di Como].

