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Marcia della Pace 2025/ Testi interventi

Testi di tutti gli interventi svolti alla Marcia della Pace del 12 gennaio 2025 a cura di alliev3 della Scuola Castellini, impegnati in uno stage al circolo Arci ecoinformazioni di Como. I testi NON RIVISTI DAGLI AUTOR3 sono stati ottenuti da trascrizioni automatiche e migliorati con intelligenza artificiale. I numeri alla fine dei titoli si riferisco ai video pubblicati nel canale youtube di ecoinformazioni. Clicca qui per la playlist dei video.

12 gennaio/ Marcia della Pace 2025/ Inizio Roberto Caspani

Associazioni e comuni che hanno aderito a questa marcia:

Per quanto riguarda le associazioni:

Per quanto riguarda le amministrazioni comunali:

Penso ci siano anche altre associazioni e altri comuni presenti; eventualmente li segneremo. Non hanno mandato l’adesione, ma sicuramente sono presenti.

Passerei ora a introdurre la marcia, dando la parola a Don Diego Fognini di Libera Valtellina.

12 gennaio/ Marcia della Pace 2025/ don Diego Fognini

È una marcia della pace che non dura quelle poche ore, poi dopo finiamo e torniamo a casa, ma deve durare 365 giorni all’anno. Per cui, allora, ci chiamiamo operatori e artigiani di pace proprio per questo. Secondo me, se fai una marcia della pace, devi sapere quanto in Italia si spende per la guerra: troppi soldi. Nel 2024 sono stati spesi 2.243 miliardi, e le previsioni per il 2025 sono di 32 miliardi. Se le previsioni fossero così anche per la scuola, i vostri ragazzi sarebbero contentissimi. Se fossero così per la sanità, tutti saremmo contenti.

Terzo, la marcia deve essere fonte di speranza. Perché la speranza siamo noi, non è nessun altro. Tutti dobbiamo essere persone di speranza. Il nostro impegno, la nostra libertà deve essere pieno di speranza.

Quarto, costruire la pace. Questa è la parte più impegnativa. Bisogna costruire una cultura di pace. Non ci si può trovare di tanto in tanto, dire “parliamo della pace, facciamo questa tavola, facciamo questa riunione”, ma poi cosa facciamo? Bisogna che tutti ci impegniamo su questo. Ecco due idee per far sì che questa marcia possa cambiare un po’ dei nostri atteggiamenti da persone a cui sta a cuore questo valore fondamentale, che deve essere un valore della nostra società, delle nostre famiglie, dei nostri quartieri, della politica.

Spero che in mezzo a noi ci siano tanti sindaci e tanti politici, cioè i primi cittadini. Qui c’è un manifesto che dice: “La buona politica è al servizio della pace”, ma in primis è al servizio delle persone. Allora, dicevo, spero che questi primi cittadini lavorino per il bene dei loro paesi. Perché le cose più importanti che ci fanno capire che siamo in cammino sono alcune e sono alcuni atteggiamenti. In primis il lavoro. Come si fa ad essere in pace senza avere un’occupazione, un lavoro? Una persona si sente inutile, si sente emarginata se non ha un lavoro. Ancora, chi è povero o impoverito non è in pace. Si aspetta sempre qualcosa dagli altri, soprattutto si aspetta non tanto un assistenzialismo, ma una promozione umana. Basta fare assistenzialismo, anche se è importante farlo. Però proviamo a promuovere le persone, è molto più impegnativo e non dobbiamo farne a meno.

Visto che questa marcia è stata organizzata dall’Azione Cattolica, io continuerei a “rompergli le scatole” perché facciano veramente qualcosa per promuovere le persone. Chi è senza casa, pensate: quanti sono senza casa? Eppure, giriamo per i paesi e ci sono tantissimi appartamenti vuoti, mentre ci sono in giro persone che muoiono di freddo. Non è in pace chi non può accedere alla sanità, perché se per fare una visita devo aspettare mesi e mesi, faccio in tempo a morire. Chi è schiavo della droga non è in pace, in una società dove si cerca solo di reprimere e non di promuovere. Chi gioca d’azzardo non è in pace, è sempre alla ricerca della fortuna sfortunata. Ecco, tutte le situazioni che sono senz’altro il risultato di una società dove ciò che conta di più non è la persona. Ormai l’abbiamo capito anche noi: ciò che conta di più è l’economia, sono i soldi. La persona è passata in secondo piano, e questo è pericoloso. È un denaro speso solo per interessi molto poveri che rovinano le persone e la società, e la guerra è uno di questi interessi che rovinano tantissimo.

Ciò che si contrappone alla pace, alla giustizia e alla condivisione è proprio la guerra. E poi voglio concludere con quelle tre cose pratiche che il nostro Papa Francesco ha sottolineato nel suo messaggio per la pace. Sono azioni che ridanno dignità alla persona, che danno dignità a tutti i popoli della terra, che ridanno dignità e speranza ad ogni uomo e ad ogni donna che oggi popola il pianeta.

La prima cosa è la riduzione del debito internazionale, che pesa sul destino di tante Nazioni, soprattutto in Africa. Perché l’Africa non è povera, è impoverita dal nostro egoismo. È impoverita perché tutti noi continuiamo sempre ad andare e portar via. Non è possibile. Mi hanno sempre insegnato che chi ha delle responsabilità deve metterle al servizio degli altri.

Per partire sempre dal basso, pensate ai vostri sindaci, pensate ai capi di Stato, cosa dovrebbero mettere in atto per il bene della Polis, cioè per il bene del popolo, per il bene di ogni cittadino. Qui bisogna fare qualcosa, perché questo è fondamentale. Secondo il Papa, ci invita a promuovere il rispetto della dignità di ogni persona, abolendo la pena di morte e favorendo la cultura della vita. Sappiate che in Cina l’anno scorso sono state uccise 118 persone e negli Stati Uniti 2.428. Questo ci rende persone poco attente a queste situazioni.

La terza cosa è rilanciare un fondo economico di denaro usato e impiegato nelle fabbriche per le armi, e convertirlo in un fondo che possa essere impiegato per eliminare definitivamente la fame. Perché bisogna anche contrastare questi grossi cambiamenti climatici. Il futuro dei giovani dobbiamo farlo nascere sulla speranza, la speranza di un domani che faccia crescere persone capaci di contrabattere quell’egoismo che crea solo barriere, quell’egoismo che crea solo odio, corruzione, indifferenza. La scuola, in questo campo, ha una mano molto bella, perché la cultura, e solo la cultura, è la nostra vita. E solo così potremo anche superare quei problemi personali e sociali che si vanno diffondendo e sono preoccupanti. Io poi che lavoro in quel campo sono veramente preoccupato: quel senso di smarrimento dei nostri giovani. Ma perché esiste questo? C’è dentro di sé quell’inquietudine, quella sfiducia, quella aggressività, quella violenza, quella povertà di idee, quella disuguaglianza, quella disoccupazione. Perché se ne vanno all’estero? È chiaro: qua nessuno ti dà il lavoro.

Questo è il percorso, e per questo ci siamo trovati qui oggi. Facciamo sì che quel “noi” che vogliamo cambiare qualcosa e che ci accompagna, sia la vera speranza per un futuro nuovo, per un futuro diverso, per una primavera che porti soprattutto a questi ragazzini, a questi giovani, qualcosa di bello, qualcosa di gradevole.

Ecco, vi ringrazio di aver ascoltato e vi auguro una buona marcia. Durante la marcia, proviamo a parlarci un po’ di queste cose, anche se è difficile farle. Grazie e buona marcia!

Marcia della Pace/ 12 gennaio 2025/ Como SAM 3008

C’è con noi Luciano Scalettari, giornalista e presidente di Rescue People. Lascio la parola a lui, che concluderà la giornata e poi darò breve lettura del comunicato che abbiamo fatto come associazioni che hanno organizzato questa giornata e questa marcia.

Ciao a tutti, buon pomeriggio, mi sentite? Ho la voce bassa.

Sì, allora, per prepararmi a oggi sono andato a vedermi l’etimologia della parola “disertare”, visto che oggi il tema è proprio questo. La cosa interessante è che “disertare”, come suo principale significato, ha quello di “abbandonare”, quindi “andarsene via”, “lasciare vuoto”, “lasciare deserto un luogo”, quindi anche “abbandonare una causa”, “abbandonare un partito”. Significa anche esimersi dal compimento di un obbligo. La cosa interessante di questo termine è che, di per sé, non è difficile dire se, in base a questo significato, disertare sia un bene o un male. Dipende da cosa si diserta.

Eh, vabbè, io sono stato obiettore di coscienza, quindi, in un certo senso, avevo disertato, all’epoca, il servizio di leva. E io credo che disertare la guerra sia un bene. Abbandonare la logica dello scontro, della violenza, della sopravvivenza, sia un bene. Lasciare vuoto il concetto per cui “io ho ragione per il fatto che sono più forte, che ti anniento, che ti distruggo”, anche questo è un bene. Oggi ci sono 35 conflitti nel mondo. Credo che nessuno di questi conflitti dovesse iniziare e credo che tutti potessero essere evitati. Però si parla solo di due conflitti, fondamentalmente: di Gaza e dell’Ucraina, ossia i due conflitti più folli e più insensati. Degli altri 33 non si parla. E credo che questo dipenda dal fatto che sono conflitti legati a interessi occidentali, o l’altra ragione è che riguardano esseri umani di scarto, quindi persone che non contano.

Ecco, io credo che dobbiamo disertare, cioè abbandonare i luoghi della guerra e il linguaggio della guerra, che non sono solo i luoghi dove si lanciano le bombe e si uccide. È stato detto che io mi trovo a guidare, a presiedere Rescue People. Per chi non ci conosce, siamo una delle organizzazioni che ha una nave che fa soccorso in mare, una delle tre italiane. E io credo che occorra anche disertare la Fortezza Europa, occorre disertare quella logica per cui dobbiamo respingere, lasciar morire in mare, torturare, lasciare che subiscano violenza, pur di non farle entrare in Europa, a costo di lasciarli affogare.

Motivo per cui, cinque anni fa, abbiamo intrapreso questa sfida di mettere una nave in mare, cosa che siamo riusciti a fare nel 2021. È fondamentalmente questo. Noi pensiamo che i valori che stanno dietro l’idea di una Fortezza Europa siano tanto violenti e tanto bellicosi quanto una guerra. E la Fortezza Europa ha dietro l’idea che “la mia sicurezza, il mio benessere, la mia ricchezza” siano più importanti. Io credo che per la nostra sicurezza, invece, occorre sconfiggere la mafia, lo sfruttamento, l’evasione fiscale, le marginalizzazioni. Occorre, in una parola, che ogni essere umano conti, valga, sia considerato degno di ogni dignità.

In queste settimane, magari avete visto qualche notizia, anche se poche, perché non vengono date sulla stampa. Come Rescue People, abbiamo fatto tre missioni quasi consecutive e abbiamo portato in salvo 143 persone. Tutte queste persone, portano addosso i segni della violenza: percosse, fratture che si sono autoaggiustate, segni sulla pelle delle torture subite in Libia. Venivano tutte dalla Libia, quelle che abbiamo soccorso. E anche a Trieste siamo presenti con dei volontari e anche lì vediamo che tutti portano addosso i segni della violenza, fisica o psicologica.

Tutte queste persone, che siano in mare, trovate in mare, soccorse in mare, o che siano soccorse e assistite a Trieste, hanno addosso l’idea di essere qualcosa di meno che esseri umani. Perché noi diciamo loro che sono qualcosa di meno di esseri umani. Noi, come Europa, naturalmente, non come Rescue People. Ecco, i muri che abbiamo eretto sono molto sofisticati, non sono muri fisici, sono quei muri fatti di accordi con la Libia, con la Tunisia, con la Turchia, di sovvenzionamenti a fior di quattrini per fare in modo che vengano bloccate, fermate, portate in prigione, abusate in ogni modo. E se tutto questo non li ferma, si fa in modo che non vengano soccorsi in mare, in modo che, come ultimo passaggio, non superino questo muro ideale che è il Mar Mediterraneo, la rotta più letale del mondo. Tutto questo per dire loro che non c’è posto per loro.

Io credo che dobbiamo disertare la guerra tanto quanto la Fortezza Europa, perché la logica che ci sta dietro è esattamente la stessa. Dobbiamo andare da un’altra parte. Dobbiamo sostituire le armi con il prenderci cura, le bombe con il soccorso, la violenza con l’assistenza. Concludo dicendo che la sentenza Salvini di poco tempo fa è stata emblematica, perché ha sancito che “il fatto non sussiste”. Noi diciamo che il fatto sussiste. Le persone annegano e nel 2024 più di 2.300 persone nel Mediterraneo sono morte. Questa è un’altra guerra silenziosa, a carico e fatta sulla pelle di persone che non hanno il fucile in mano, ma muoiono nel silenzio più assoluto.

Quindi, “il fatto sussiste”, sussiste a Gaza tanto quanto nel Mediterraneo. E presto anch’io prendo a prestito la frase di Vittorio Rigoni: “Solo così, pensando che il fatto sussiste, penso che arrestiamo umani”.

Marcia della Pace/ 12 gennaio 2025/ Como SAM 3009-3010

Ciao a tutte, ciao a tutti, grazie di essere qui così numerosi oggi con i vostri corpi. È bello vedere la città di Como, che teoricamente è una città messaggera di pace, riempire le piazze e le strade contro la guerra. Come vedete, ci sono tanti striscioni a supporto del popolo palestinese e contro il genocidio in Palestina.

Noi, come Arci Comitato Provinciale, con il supporto del Coordinamento Comasco per la Pace e del Movimento per la Pace, abbiamo deciso di sostenere una campagna che si chiama “Seminare Pace”, a favore dei movimenti non violenti in Israele e Palestina. In particolare, vogliamo sostenere due associazioni: Messar Vot e Community Peacemaker Teams.

Messar Vot è una rete di giovani israeliane e israeliani, ragazzi che hanno deciso di disertare, appunto, per non prestare i loro corpi al massacro e al genocidio del popolo palestinese. Per questo motivo, si trovano a dover scontare mesi di prigionia. La rete li supporta in tutto il percorso che devono affrontare per continuare a opporsi alla guerra e al militarismo.

L’altra organizzazione si chiama Community Peacemaker Teams ed è un’organizzazione che in Palestina, ma anche in altri luoghi, supporta quotidianamente il popolo palestinese, in particolare nella zona di Hebron, contro i soprusi che subisce da parte delle forze militari israeliane. Lavorano attivamente con una resistenza popolare non violenta.

Quindi, se siamo qui in questa piazza, condividiamo sicuramente questi valori: la pace, l’opposizione alla violenza, contro ogni militarismo. Spero che possiate contribuire con una piccola donazione a queste due organizzazioni per aiutarle nel loro lavoro sul territorio. Ci trovate qui a fianco al furgone per sottoscrivere la campagna e fare una donazione, che andrà anche a sostenere il lavoro di Arci Ong, che opera sui territori della Palestina e del Libano con un’azione umanitaria e materiale, supportando le popolazioni colpite e oppresse dalle forze militari israeliane.

Marcia della Pace/ 12 gennaio 2025/ Como SAM 3011

Quando vi darò il via, potete passare qui di fianco a fare una donazione per queste associazioni. Concludiamo la marcia e la giornata facendo da portavoce a tutte le associazioni e i comuni che hanno partecipato all’organizzazione di questa marcia. Ma ripeto, di tutto quello che riguarda il Mese della Pace in provincia di Como, come associazioni ci siamo incontrati e abbiamo dato vita a quello che abbiamo chiamato un “perimetro”. Questo significa che su alcune questioni ci possono essere anche delle discordanze, ma tutti abbiamo voluto dare il nostro sostegno a questo perimetro e abbiamo chiesto l’adesione delle associazioni e delle amministrazioni comunali a queste indicazioni, a queste riflessioni che il Coordinamento Comasco, insieme al Mese della Pace, ha formulato.

Questo perimetro chiede che, in questa situazione che Papa Francesco ha definito una “terza guerra mondiale a pezzi”, si intervenga subito per un cessate il fuoco su tutti i fronti aperti. Luciano diceva che ci sono due guerre di cui si parla, ma in realtà le guerre sono molte di più, su tutti i fronti aperti. Per fare questo, bisogna prepararsi alla pace. Come molti di noi fanno, come diceva Don Diego all’inizio della marcia, si fa la pace 365 giorni all’anno. La pace si prepara. Se vuoi la pace, prepara la pace.

Queste associazioni svolgono cooperazione internazionale, intervengono nelle scuole con temi di pace e diritti, fanno consegna di aiuti alle vittime di guerra, accolgono chi fugge dalle guerre con le navi, come diceva prima Luciano, e affrontano gravi situazioni di privazione dei diritti umani.

Questo perimetro ha voluto prendere base da alcune leggi fondamentali che riguardano i diritti umani e la pace. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la Carta dell’ONU, che sancisce il diritto umano alla pace, sia interna che internazionale, la pace nella giustizia. La giustizia dei diritti umani vuol dire soprattutto giustizia sociale ed economica, ed è la pace positiva, intesa come la costruzione di un insieme di istituzioni, relazioni e politiche di cooperazione. È il contrario della pace negativa, cioè della mera assenza di guerra.

Questa visione della pace è sostenuta dalla nostra Costituzione. Prima ho visto lo slogan di Emergency, che ripudia la guerra con le due “i” trasformate in un “u”, un richiamo all’articolo 11 della nostra Costituzione. L’articolo 11 dice che l’Italia ripudia la guerra, il che significa che il nostro Paese non può e non deve fare guerra, se non costretto nel caso estremo di difesa della propria sopravvivenza da aggressioni da parte di altri Stati. L’idea di una guerra al terrorismo come nemico potenziale annidato in qualunque parte del mondo non ha alcun spazio nella previsione costituzionale italiana. Il diritto internazionale definisce la guerra come un flagello, la ripudia e la interdice.

Marcia della Pace/ 12 gennaio 2025/ Como SAM 3012

Non solo è necessario promuovere il controllo sulla circolazione delle armi, sia per l’utilizzo degli eserciti che per l’uso personale, ma è anche indispensabile adottare strumenti collettivi per opporsi all’irrefrenabile corsa alla spesa militare. Questa corsa vorrebbe infatti alzare il tetto degli investimenti bellici dal 2% addirittura al 5% del PIL, un evidente preludio al dominio delle logiche di potenza e di sopraffazione a tutti i livelli. La nuova disponibilità a finanziare per le armi significa anche la sottrazione di risorse per altri ambiti di intervento, come la spesa sociale, sanitaria, per l’istruzione e per la cultura, che ne soffrono particolarmente.

Detto ciò, chiediamo il cessate il fuoco per ogni conflitto armato presente sulla nostra terra. Facciamo nostre le richieste del Papa nel messaggio di quest’anno: chiediamo una consistente riduzione del debito internazionale, chiediamo lo sviluppo di una nuova architettura finanziaria che porti alla creazione di una finanziaria globale fondata sulla solidarietà e sull’armonia tra i popoli. Chiediamo l’eliminazione della pena di morte in tutte le nazioni, chiediamo di diminuire di una percentuale fissa la spesa impiegata negli armamenti per la costruzione di un fondo mondiale che elimini definitivamente la fame e faciliti nei paesi più poveri attività educative volte a promuovere lo sviluppo sostenibile, contrastando il cambiamento climatico.

Alle nostre istituzioni chiediamo l’adesione dell’Italia al trattato sulla proibizione delle armi nucleari, che proibisce agli Stati di sviluppare, testare, produrre, realizzare, trasferire, possedere, immagazzinare, usare o minacciare di usare armamenti nucleari o anche permettere che tali armi stazionino sul proprio territorio.

Per questo, come dicevamo all’inizio, lunga vita a chi diserta! Disertiamo la guerra, disertiamo l’economia di guerra, disertiamo la finanza di guerra, disertiamo da chi produce, usa o ha sul proprio territorio armi nucleari, disertiamo da chi vuole aumentare le spese militari e indebolire il controllo e la trasparenza sulle vendite delle armi. Disertiamo da ogni tipo di coinvolgimento da parte dell’Italia, se non in ottemperanza alle disposizioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per la promozione della pace.

Ringraziamo tutti quelli che hanno aderito, le associazioni, i comuni, tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questa marcia e ringraziamo chi ci ha accompagnato, le forze dell’ordine, i vigili, che ci hanno permesso di fare questa giornata.

Marcia della Pace/ 12 gennaio 2025/ Como SAM 3013

Giovedì sera ci sarà un film al Cineteatro Astra di Como sulla situazione israelo-palestinese, organizzato da Fuori Fuoco. Un’occasione importante per approfondire la tematica e riflettere insieme. Poi, partiranno altre iniziative nei vari territori, sia nell’erbese che nel cantorino.

Grazie a tutti per la partecipazione e l’impegno. Se non ci sono altre comunicazioni, possiamo procedere.

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