L’intervento di Intrecciat3 al presidio del 5 aprile a Como dalle 15,30 in piazza Grimoldi, angolo piazza Duomo organizzato da Nudm e Intrecciat3. «È successo. Ancora. E ancora. E ancora.
È successo che questa settimana altre 3 persone, 3 donne, siano morte ammazzate per mano di persone, uomini, che conoscevano. Laura Papadia, Sara Campanella e Ilaria Sula sono le ennesime vittime di un sistema patriarcale che classifica le donne come oggetti…e di un oggetto, in questo mondo consumista, ci si disfa quando non ci va più bene, quando non “funziona” più come vorremmo. Noi ne abbiamo avuto abbastanza.
Siamo stanche di sentire frasi pressapochiste e razziste come quelle pronunciate dal ministro della Giustizia Nordio, secondo cui, e citiamo testualmente, sono le “etnie che magari non hanno la nostra stessa sensibilità verso le donne” il problema.
Siamo stanche di sentire rappresentanti dello Stato, come il procuratore di Messina Antonio D’Amato, arrampicarsi sugli specchi pur di non pronunciare la parola “femminicidio” per il caso di Sara Campanella e dichiarare, anche qui citiamo testualmente: “C’erano state attenzioni reiterate e insistenti, ma non si erano trasformate in qualcosa di minaccioso e morboso”.
Certo, finché non l’ha ammazzata.
Esigiamo dallo Stato una presa di posizione seria e credibile contro il femminicidio, non con una proposta di legge giustizialista e populista che ne introduca il reato, ma investendo tempo e risorse per estirparne le cause.
Esigiamo da3 giornalist3 una modalità di comunicazione rispettosa delle vittime. Basta con la vittimizzazione secondaria!
Basta insinuare nel pubblico pensieri come “se l’è cercata”, “non ha fatto niente per salvarsi”!
Basta dipingere i colpevoli con descrizioni sbagliate e pericolose, parlare di amori non corrisposti, delusioni sentimentali oppure come reietti della società perché non lo sono, perché l’amore non c’entra nulla con i femminicidi!
Questa è solo la logica espressione di una società patriarcale a cui diventa prioritario dare risposte politiche incisive.
Chiediamo:
- introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole già dalla prima infanzia, e per le famiglie
- Preparazione da parte di una commissione di espert3 dei contenuti da portare nelle scuole e alle famiglie
- Maggiore visibilità e fondi ai centri antiviolenza
- Attenzione nella raccolta ed accessibilità dei dati relativi ai femminicidi da parte del Ministero dell’Interno
- Formazione e autoregolamentazione dei media rispetto all’uso del linguaggio e della narrazione
L’obiettivo che ci poniamo è prevenire più che punire. Nessuna punizione ci ridarà mai l3 nostr3 sorell3 morte, e non è con le punizioni che si cambia il modo di pensare della gente.
Siamo qui in piazza oggi per gridare al mondo che queste morti contano, Siamo qui per tutt3 le sorell3 uccise, perchè vogliamo fermare la mattanza!
Sorell3, le vostre morti non saranno dimenticate!
Siamo qui per dire a tutt3 che è urgente impegnarsi per cambiare le cose.
Siamo tutt3 coinvolt3, nessun* esclus*! “Siamo marea…”. [Intrecciat3 Como]

