A nemmeno un mese dalla morte della figlia Laura, Severino Proserpio ci ha lasciati. Entrambi vivevano a Kelle, un distretto a 70 chilometri da Dakar, in Senegal. Eravamo in otto tra i fondatori dell’Associazione “I Bambini di Ornella”, nel marzo del 2005, ma il motore, oltre che l’ideatore con la moglie scomparsa un anno prima, era lui, con un entusiasmo e una costanza che hanno permesso la costruzione del centro intitolato all’ex insegnante e sindacalista Giovanni Quadroni.
Le attività del centro comprendono tutt’ora la scuola e l’alfabetizzazione, una mensa popolare per i talibì (bimbi poveri o abbandonati) e un supporto di assistenza medica, oltre ai laboratori professionali per i ragazzi più grandi, con corsi di informatica, cucito e agricoltura per favorire l’autonomia lavorativa futura. Grande aiuto finanziario alle attività è venuto dallo SPI CGIL di Como e Lombardia, un tributo alla grande professionalità di Severno.
Quando, nel 2013, la città di Como gli tributò l’ Abbondino d’Oro, Severino si presentò con il suo bou bou (il tradizionale caffetano senegalese) suscitando disagio presso i promotori e i politici presenti, ma non degli altri insigniti.
Eravamo amici dal carattere spigoloso, ma lui era un uomo buono, generoso, onesto, sincero, votato al dialogo in ogni frangente e contro ogni difficoltà. Laura e Ornella gli somigliavano. Persone come, purtroppo, ce ne sono poche, non a caso impegnate per abbattere i muri ed i disagi che questo mondo di ingiustizie crea.
Ora siamo in apprensione per la figlia di Laura, minorenne e sola in terra senegalese, con un lascito difficile da gestire anche dal punto di vista giurisdizionale. Temiamo per il futuro suo e del centro, per quanto Severino abbia lasciato dietro di sé tracce indelebili, che i più giovani dell’Associazione italiana hanno sicuramente ereditato e, speriamo, sapranno tutelare. Per quanto ci riguarda l’età non aiuta. Molti tra i fondatori sono scomparsi ed altri hanno l’impegno di sopravvivere ai vari acciacchi. Il presente era ieri e non sarà il domani, ma le tracce volute da Severino fanno ben sperare, perché voleva un mondo più giusto e fraterno e la speranza DEVE sopravvivere. [Vittorio Bernasconi, già presidente de I bambini di Ornella. Da La zanzara]

