Prima di trovarci tutti in uno stadio come accade negli anni ’70 in Cile dove l’opposizione fu arrestata, torturata e massacrata è bene che si contrasti, con la forza disarmante della nonviolenza e della solidarietà, la repressione che il 5 febbraio ha acquisito per decisione del Consiglio dei ministri Meloni nuovi, pericolosissimi strumenti anticostituzionali di attacco violento ai diritti, al dissenso e all’opposizione alle ingiustizie.
Anche per questo l’Arci a Como, come ovunque, è dalla parte di coloro che subiscono la repressione a causa di leggi ingiuste come quelle che comminano pene senza processo come accade con i fogli di via. Per l’Arci e per la Costituzione eventuali sanzioni possono essere deliberate solo dalla Magistratura garantendo a tutt3 la presunzione di innocenza fino a comprovate prove di reati commessi. Proprio nei giorni nei quale il pericolo per la libertà di tutt3 è maggiore per l’intensificarsi dell’azione antidemocratica del governo, l’Arci di Como si è riuniunita dando mandato alla Presidenza di elaborare le modalità per una propria campagna di raccolta fondi per le spese legali di chi viene colpito da provvedimenti repressivi in maniera extragiudiziaria. Lo sviluppo della campagna sarà deliberato nel prossimo Consiglio provinciale dell’associazione. [Gianpaolo Rosso, presidente Arci Como]
[nella foto di copertina Santiago del Cile, 11 settembre 1973]

