Mentre nell’est della Repubblica Democratica del Congo persistono violenti conflitti, la ripresa delle aste per i blocchi petroliferi e di gas rischia di aggravare l’instabilità, calpestare i diritti umani e compromettere gli impegni ambientali del paese, trasformando il più grande serbatoio di carbonio terrestre del mondo – fondamentale per la biodiversità, le comunità locali e il clima globale – in una gigantesca bomba di CO2, mettendo in pericolo gli ecosistemi e le comunità indigene. Un’intervista a Kamate Kasereka François.
Fermare le grandi compagnie petrolifere in Congo

