La rete Intrecciat3 propone un percorso di idee e pratiche per l’autodeterminazione, che parte dal presidio di piazza dello scorso 8 marzo e lo ripercorre, mensilmente, con le voci di chi l’ha costruito.
MAGGIO – 2. SENZA CONSENSO È SEMPRE STUPRO – COORDINAMENTO DONNE DEMOCRATICHE
«Il Ddl Bongiorno è un arretramento culturale e giuridico rispetto a un percorso costruito in 30 anni di battaglie e che, finalmente, aveva portato nel novembre scorso all’approvazione bipartisan alla Camera di una legge che metteva il consenso libero e attuale al primo posto. Una legge che arrivava dopo che finalmente nel 1996 lo stupro è diventato reato contro la persona e non contro la morale.
Il dietrofront del governo sulla legge bipartisan toglie proprio il consenso dal tavolo di discussione, andando indietro rispetto al diritto delle donne di autodeterminarsi, ignorando che il consenso è il cuore della dignità e dell’inviolabilità del corpo delle donne. Ignorando ancora lo spirito della #ConvenzionediIstanbul che già recitava “solo sì vuol dire sì”, come libera manifestazione di volontà.
Il Ddl Bongiorno allontana l’Italia dalla legislazione europea dove, ultima la Francia, il legislatore aveva definito lo stupro «atto compiuto in assenza di consenso espresso» e che l’assenza di opposizione non equivale a consenso. Questa legge impone ancora una volta alle donne l’onere della prova, facendo tornare indietro e imponendo alle donne la gogna processuale che le rende vittime due volte, violate e indagate nel privato, nei comportamenti, nel modo di vestirsi.
Aver sostituito la parola «consenso» con «volontà contraria o dissenso» da provare significa ignorare la paura che paralizza e che non permette alle donne di reagire.
Questo Ddl reazionario fa tabula rasa di decenni di sentenze della Corte di Cassazione che ha più volte definito la violenza sessuale sulla base di mancanza di consenso.
Questo Ddl è il frutto avvelenato della cultura misogina e reazionaria che i partiti dell’estrema destra al governo cavalcano sollecitando gli istinti peggiori di una minoranza di elettori, rimettendo sotto i riflettori ancora una volta la vittima e non il carnefice.
Le donne sono state tradite da due donne: Meloni e Bongiorno.
Non possiamo arretrare di un millimetro contro questa aberrazione che legittima la cultura della sopraffazione e dello stupro, dove addirittura vengono previste delle attenuanti di “minor gravità” valutando lo stupro in base a “conseguenze misurabili”.
Il paradosso è che, mentre il Ministro Valditara impone che si chieda il consenso ai genitori per l’insegnamento sessuo/affettivo nelle scuole, invece nega che ci voglia CONSENSO per un atto sessuale.
Ma noi lo ribadiamo ancora: SENZA CONSENSO È STUPRO!». [Coordinamento donne democratiche]
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Questo intervento è stato parte dell’azione performativa dal titolo Liber3 a 360° proposta dalla rete Intrecciat3 in piazza delle Donne (già piazza San Fedele) in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne 2026.
Nel corso della medesima occasione si sono succeduti altri 8 interventi con altrettante altre idee e pratiche per l’autodeterminazione a cura, ciascuno, di una delle realtà convergenti nella rete stessa.
Poiché in piazza ha risuonato forte il grido: «NON SOLO L’OTTO MARZO – LOTTO TUTTO L’ANNO», ecco che da aprile a fine anno – ogni OTTO del mese – pubblicheremo uno degli interventi di cui sopra.
Per farne tesoro e per attualizzarli nelle nostre vite.
A partire anche da questa certezza: Senza consenso è stupro. [Rete Intrecciat3; fotografie di Alle Bonicalzi]
