Visitare Como lentamente e raccontando Storia, storie in loco anche attraverso le fonti – sottraendo spazio al turismo consumistico e frettoloso, al traffico impaziente e alle vetrine scintillanti – è una piccola, gioiosa forma di resistenza che come circolo Arci di informazione partecipata ci è piaciuto moltissimo riproporre nella prima delle nuove ecovisite partecipate, La città sospesa tra paura e libertà, svoltasi sabato 23 maggio.
Guidati dalle parole di Fabio Cani, presidente del circolo e NodoLibri editore , e Amelie Di Matteo, serviziocivilista ambientale Arci e redattrice di ecoinformazioni, le quaranta persone partecipanti, tra soci/e del circolo e tesserate/i Anpi (insieme alla quale l’iniziativa è stata organizzata), hanno camminato – «in maniera volutamente tortuosa, così come lo è la storia» – per il centro della città alla scoperta di luoghi di fascismo, antifascismo e Resistenza spesso sconosciuti, quando non proprio dimenticati, seppelliti dietro i tavolini dei bar o dei ristoranti, nascosti dalle targhe degli studi notabili, o semplicemente cancellati dal passaggio inesorabile del tempo, a partire da piazza Cavour, nodo di passaggio per chi voleva unirsi alla Resistenza e «andare in montagna» (come si può ascoltare nel video di seguito).
Al racconto delle due guide – in un bellissimo intreccio di memoria storica, ricerca e formazione, cercando di tener fede al monito di Pier Amato Perretta, «Questa tremenda esperienza avrà giovato a qualche cosa? S’impone una rieducazione profonda e costante, altrimenti nemmeno questa lezione servirà», ricordato più volte nel corso del pomeriggio – si affiancano le parole delle e dei testimoni dell’avvento del fascismo, delle nefande e nefaste bassezze di cui ha macchiato la città e l’Italia intera, e del momento in cui si è avuta la forza per liberarsi di esso.
In particolare, bellissima la lettura – di cui è riportato un estratto di seguito – del comunicato del CNL davanti alla prefettura agghindata di bandiere italiane in previsione delle celebrazioni per il prossimo 2 giugno: le parole sulla liberazione dal nazifascismo a Como hanno reso meno antipatica certa estetica da parata e sono state efficaci per ricordare e celebrare in maniera bellissima la Repubblica nata dalla Resistenza.
Preferendo l’ombra al caldo, moltissimi sono stati i passi e i sorrisi nel corso del pomeriggio, terminato davanti alla ex Casa del fascio (particolare enfasi su “ex”) con un altro momento di ricordo e testimonianza commovente (video di seguito) – la lettera di Perretta padre, prigioniero, al figlio, in cui sono contenute le parole citate in precedenza a monito (ancora attuale) di una fase storica di cui è necessario continuarsi a ricordare, per poterci fare i conti e voltare pagina definitivamente.
Momenti così speriamo servano a rendere il processo più efficace.
[Sara Sostini, ecoinformazioni; video di Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni; fotografie di Giulia Rho e Giuseppe Milano, ecoinformazioni; foto di copertina di Giulia Rho]
Guarda di seguito i video di Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni di alcuni degli interventi:
Guarda tutte le fotografie di Giulia Rho, ecoinformazioni, a questo link.
Guarda tutte le fotografie di Giuseppe Milano, ecoinformazioni, a questo link.
Di seguito, i documenti letti durante la visita:

