memoria

17 ottobre/ Anpi Dongo/ Noi partigiani

Sabato 17 ottobre alle 16,00 l’Anpi di Dongo organizza, presso il Museo della Barca Lariana, la presentazione del libro “Noi partigiani – Memoriale della resistenza italiana”. Sarà presente l’autrice Laura Gnocchi.

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18 giugno/ Arciwebtv/ Zingari, il sacrificio dimenticato

Dalle 11/In occasione della Giornata della memoria 2013 è stato presentato alla Biblioteca Comunale di Como il libro di Giorgio Cavalleri Zingari. Il sacrificio dimenticato, edito dalle Acli e da Enaip Lombardia, e dedicato a una sintesi delle tragiche vicende subite dai popoli romanés nel corso del Novecento. L’incontro è stato ripreso da Peppino Molteni dell’Unione dei circoli cooperativi albatesi. Leggi l’articolo di Fabio Cani su ecoinformazioni.

Gli altri programmi del 18 giugno.

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“Agire”, participio presente di “guarire”

Il presente si afferma, per sua stessa definizione (che nella forma di participio implica movimento continuativo, lento ed inesorabile), schiacciando le rovine del passato. Ogni momento storico definito tale viene definito dall’impressione di una dinamica dialettica, il più delle volte per contrasto, sul tessuto pre-esistente.

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5 maggio/ Arciwebtv/ I me ciamava per nome: 44.787 – Risiera di San Sabba

Dalle 17/ 25 aprile tutto l’anno: il 5 maggio ricorre il 75° anniversario della liberazione del campo di Mauthausen, ultimo tra tutti i principali lager nazisti. Il Teatro della Cooperativa di Niguarda con l’Associazione Nazionale Ex Deportati (A.N.E.D.), l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, mette a disposizione di tutti, in streaming, lo spettacolo di Renato Sarti I me ciamava per nome: 44.787 – Risiera di San Sabba, nato dalle testimonianze raccolte da Marco Coslovich e Silva Bon per l’IRSREC FVG. Leggi di più sull’iniziativa sul sito del teatro.

Gli altri programmi del 5 maggio.

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15 aprile/ Arciwebtv/ Verso il 25 aprile/ Resistere con Vik

Dalle 17/ Dongo è i luogo dove una terribile storia è finita, è il luogo della Resistenza, necessaria e vitale adesso, come allora. Ascoltare oggi, anniversario dell’uccisione di Vittorio Arrigoni, la madre Egidia Beretta, all’iniziativa dell’Anpi del 7 settembre 2019, ci sembra il modo più giusto per ricordarlo per Restare umani. Vik è un compagno da non dimenticare mai, per la Palestina, per la giustizia planetaria, per un altro mondo possibile, per noi. Per approfondire vai ai principali articoli e video di ecoinformazioni su Vik. Leggi per il nono anniversario della morte la recensione di Celeste Grossi di libri di e su Vittorio Arrigoni.

Gli altri programmi del 15 aprile.

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Posata la prima pietra d’inciampo a Como

È stata posata a Como, nella mattinata del 20 febbraio 2020, la prima pietra d’inciampo in città. È dedicata ad Aldo Raffaello Pacifici, deportato prima al campo di concentramento italiano di Fossoli, poi ad Auschwitz e lì ucciso il giorno stesso del suo arrivo, il 6 agosto 1944.

Per la posa, in via Brogeda 11, si è svolta una breve cerimonia, con la presenza del sindaco di Como, Mario Landriscina, e del nipote della persona ricordata, Aldo Pacifici.

Le “pietre d’inciampo” sono il frutto di un progetto artistico di memoria di Gunter Demnig, il quale ha cominciato questo processo di commemorazione e di ricordo “non retorico” a Colonia nel 1992; il nome “pietre d’inciampo” (in tedesco stolpersteine) si richiama a una citazione della lettera ai Romani dell’apostolo Paolo: «Ecco, io metto in Sion un sasso d’inciampo e una pietra di scandalo; ma chi crede in lui non sarà deluso» (9, 33). Da allora, questa iniziativa, che idealmente vorrebbe arrivare a ricordare tutti i milioni di deportati e sterminati dai regimi nazifascisti, ha conosciuto un crescente successo: oggi in Europa le pietre d’inciampo posate sono quasi ottantamila, in Italia sono circa un migliaio, a Milano più di 80.

Ciononostante, a Como il progetto originale è ancora di incerta comprensione: forse per questo il Comune di Como ha pensato bene di collocare la pietra d’inciampo in posizione defilata, quasi nascosta, contro il muro sul marciapiede a lato dell’ingresso, quando invece le pietre vanno collocate in posizione centrale, davanti all’abitazione da cui i deportati sono stati strappati (è appena il caso di ricordare che all’inizio del progetto, a Colonia, vi furono roventi polemiche da parte di alcuni proprietari di case – evidentemente di famiglia diversa da quella dei deportati – che non volevano il loro marciapiede “deturpato” da un ricordo così drammatico). A Como, sembra quasi che il Comune voglia dire: ricordiamo sì, ma non troppo; “inciampiamo”, ma anche no; se la gente non vede e non si fa domande, che problema c’è?

Spiace che un’iniziativa importante sia stata così sottovalutata.

Spiace anche perché la collocazione della pietra d’inciampo dedicata ad Aldo Raffaello Pacifici è molto significativa per più di una ragione: non solo per la vicenda personale di Pacifici, funzionario di quello Stato che poi lo rinnegò, ma anche perché vicina a quella frontiera italo-elvetica che Pacifici con i fratelli cercò di varcare e da cui invece fu respinto (non a Chiasso, però, ma nella zona di Porto Ceresio); una vicenda che naturalmente evoca (e lo ha fatto esplicitamente il nipote Aldo Pacifici in occasione della Giornata della Memoria 2020) le più recenti drammatiche vicende di quei migranti che per superare le frontiere mettono a rischio la propria vita.

L’iniziativa della pietra d’inciampo a Como è nata dalla proposta del consigliere di minoranza Vittorio Nessi ed è stata accolta dal Consiglio Comunale di Como (ma bisogna anche ricordare che la proposta era stata avanzata a Como, fin dal 2015, in un convegno organizzato dall’ANPI con la partecipazione di Adachiara Zevi, che del progetto è stata la prima promotrice in Italia; proposta poi reiterata in modo ufficiale alla celebrazione pubblica della Giornata della Memoria del 2018 nell’intervento dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”). Un’iniziativa che speriamo possa continuare con la posa di altre pietre, per rafforzare la memoria e per migliorarne la comprensione, presso la cittadinanza e presso chi ha la responsabilità del suo governo.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Mantegazza per la Memoria a Mariano Comense

Lunedì 27 gennaio anche Mariano ha ospitato una interessante iniziativa per celebrare il giorno della memoria. Unitre, Università delle Tre Età, ha organizzato l’iniziativa Chi ignora la storia è condannato a riviverla. (altro…)

Video / Ricordo di Renzo Pigni

Sabato 25 gennaio il salone Lissi di Rebbio ha ospitato un ricordo di Renzo Pigni, ad un anno dalla scomparsa. Renzo fu Sindaco di Como per una breve stagione, ma seppe lasciare il segno. Non solo, Renzo ha rappresentato un punto di riferimento per l’intera sinistra comasca, nelle sue molteplici forme. Oggi che la sinistra politica è silente e disorganizzata, il suo ricordo è affidato a quelle Associazioni, come Anpi e Italia – Cuba, nelle quali si è impegnato con la generosità che gli era propria.

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Video/ La memoria dei triangoli rosa

Video di Mara Cacciatori, Arci-ecoinformazioni.

Per il Giorno della Memoria e nell’ambito delle iniziative del Mese della Pace, Arcigay, insieme a Arci provinciale, Anpi, Cgil e Coordinamento comasco contro l’omofobia, ha organizzato, al Gloria, la sera del 24 gennaio, l’incontro Paragraph 175 a cui hanno partecipato una cinquantina di persone.

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