Bruno Magatti e Civitas dalla parte delle persone contro l’indifferenza potenzialmente assassina e l’applicazione ottusa di norme che contraddicono la Costituzione repubblicana. Civitas, nel silenzio assordante dell’incapacità della politica dominate di occuparsi di persone e diritti, squarcia anche l’incapacità della stampa di illuminare adeguatamente le nefandezze del potere e pone domande a cui riteniamo la Giunta Rapinese non risponderà. Nel seguito il testo integrale del documento protocollato il 3 giugno e indirizzato all’assessora Roperto e al dirigente Aiello, per conoscenza a Rapinese, Cavallin e alla stampa.
«Alla cortese attenzione di
- Nicoletta ROPERTO, Assessore Politiche educative e sociali e Vicesindaco – Comune di Como, sede
- Vincenzo AIELLO, Direttore ad interim del Settore Servizi alla Persona- Comune di Como, sede
e, per conoscenza
- Alessandro RAPINESE, Sindaco di Como – Comune di Como, sede
- Stefano CAVALLIN, Presidente A.L.E.R. di Varese – Como – Monza Brianza – Busto Arsizio
- Organi di Informazione.
Oggetto: sfratti maggio 2026
Premessa
Due settimane fa sono stati eseguiti alcuni sfratti per morosità di persone residenti in alloggi A.L.E.R. in città di Como.
Le nostre domande:
– risponde al vero che due degli (ormai ex) inquilini avrebbero tentato il suicidio nei momenti precedenti l’esecuzione dello sfratto?
– risponde al vero che uno dei tentativi avrebbe avuto l’esito più drammatico mentre l’altro sarebbe stato scongiurato grazie a un intervento dei soccorsi sanitari?
– risponde al vero che nei giorni precedenti e in quelli immediatamente successivi nessuno che faccia capo ai “Servizi sociali” del Comune si sarebbe interessato della vicenda?
– risponde al vero che due delle persone sfrattate sarebbero anziane e/o in condizioni di salute prossime all’invalidità?
– quali interventi di prevenzione e contenimento delle conseguenze degli sfratti sono posti in essere, di prassi e in queste situazioni, dai “servizi sociali” del Comune di Como considerando che uno sfratto per morosità da alloggi ERP comporta l’esclusione dalla possibilità di nuovi accessi all’edilizia pubblica in un contesto notoriamente proibitivo nel cosiddetto libero mercato?
Trascurando gli aspetti “umani”, chiediamo ancora:
– quali costi verrebbero sopportati dalla collettività per fare fronte alle situazioni generate, sia in termini di spese sanitarie sia per le eventuali esequie di una persona molto probabilmente priva di risorse?
– è consuetudine dei servizi sociali del Comune di Como valutare, in questo e in altri casi analoghi, di quanto il debito degli sfrattati nei confronti di ALER superi i nuovi ulteriori costi posti a carico della collettività, ad esempio per supportare una persona anziana, forse invalida, messa sulla strada?
– quali sono le strategie e gli strumenti immaginati dall’amministrazione comunale per monitorare, supportare e governare simili situazioni in modo tale da prevenirne l’estrema degenerazione?
– quali rapporti esistono oggi tra Amministrazione comunale e ALER?
– le situazioni di cui ci è giunta notizia erano note ai “servizi” comunali?
Certi di ricevere esaustive risposte nell’interesse di tutti porgiamo distinti saluti». [Bruno Magatti da https://www.civitascomo.it/%5D

