In una sala affollatissima, pur in una giornata densa di altri impegni, venerdì 30 ottobre, a Moltrasio è stata presentata la ricerca di Franco Gerosa (con la collaborazione di Paolo Gagliardo) dedicata all’Antologia della Resistenza a Moltrasio. È un altro momento importante di quella serie di approfondimenti che in tempi recenti sono stati dedicati allo sviluppo dell’attività resistenziale nei territori intorno ai centri principali.
Moltrasio – per la collocazione che connette lago, montagna, confine italo-elvetico, viabilità principale (la Regina) e sentieri – ha svolto, insieme agli altri paesi delle sponde lariane, un ruolo non marginale negli avvenimenti degli ultimi mesi della lotta di liberazione. È una storia già in parte conosciuta, con le due formazioni attive sulle pendici del monte Bisbino (la brigata Artom e il distaccamento Tomasic), ma meritevole di sempre più profondi studi perché, proprio in queste aree che si potrebbero considerare marginali, si può cogliere nel vivo il legame della Resistenza con i sentimenti popolari. Ed è proprio questo uno dei meriti di questa nuova “antologia”: riportare alle luce e ricollocare nella memoria del territorio vicende personali, familiari, parrocchiali, “paesane” – sempre connesse allo svolgersi della storia.
Non a caso, al centro della presentazione di Moltrasio, sono state collocate due vicende, diverse ma convergenti nel restituire la ricchezza della storia del territorio.
Sandro Del Vecchio (nome di battaglia “Sandrino”) viene ucciso dai fascisti nei boschi presso il confine italo-elvetico; sul luogo della sua efferata uccisione (i fascisti rifiutano di permettere ai militari svizzeri di recuperare il ferito – e invece lo “finiscono” a colpi di mitraglietta) viene collocata una piccola croce per fare memoria; ma il luogo preciso viene negli anni dimenticato e solo in tempi recentissimi viene cercato e “ritrovato” e la croce restaurata. È un segno di memoria (che bisognerà aggiungere anche alla nostra Memoria resistente, ricerca che contiene tutti – quasi! – i memoriali dei fatti e delle persone della Resistenza del territorio lariano) che coinvolge tutto il paese: già nei mesi scorsi se ne parlò alla Cooperativa moltrasina.
Augusto Colombo è invece un “cittadino”, viene da Milano ma è attivo nella Resistenza di questi luoghi (nome di battaglia “Giberti”) in una saldatura tra esperienze diverse che ha un altissimo valore ideale; è un artista molto attivo anche nella comunicazione delle vicende contemporanee (sua è una serie di disegni sulla deportazione e i campi di concentramento, esposti anni fa a Como in una mostra a cura dell’Anpi); suo è anche uno degli interventi dal balcone del Broletto di Como il 1° maggio 1945, subito dopo la Liberazione.
Sono storie – insieme a tutte le altre fatte rivivere in questa Antologia – che servono non solo a riconnettere la memoria con avvenimenti di ormai molti decenni fa, ma anche e soprattutto a rendere questa memoria operante: l’antifascismo – in una Repubblica nata dalla Resistenza – non è un elemento effimero e passeggero, è uno dei fondamenti essenziali. La partecipazione “popolare” alla valorizzazione della storia di Moltrasio non può che essere intesa in questo senso. [Fabio Cani, ecoinformazioni]
NB – Nella foto (che è sulla copertina del libro presentato a Moltrasio ed è esposta nel salone della locale Cooperativa) un gruppo di giovani posa sorridente dopo la Liberazione, intorno a un’auto “di lusso”; sul radiatore in bella evidenza al posto della targa un cartello con la scritta «Brigata E. Artom».

