storia

2 giugno/ Federico Fornaro e Chiara Braga

Dalle 17.30/ Ancora due interventi per allargare la prospettiva: Miguel Gotor presenta il libro di Federico Fornaro 2 giugno 1946. Storia di un referendum, e la deputata comasca Chiara Braga affronta il tema Una Repubblica per le nuove generazioni.

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Diretta / 120 anni della Camera del Lavoro Cgil di Como

Venerdì 28 maggio, dalle 10, la Cgil celebra i 120 anni della Camera del Lavoro di Como. L’evento sarà interamente online: si comincia alle 10. Sarà presente la vice segretaria nazionale Gianna Fracassi e sarà trasmesso un breve video del segretario nazionale Maurizio Landini alla fine della giornata.

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28 maggio/ 120 anni della Camera del Lavoro di Como

Venerdì 28 maggio la Cgil celebra i 120 anni della Camera del Lavoro di Como, costituita nel 1901 (a partire da un memoriale inviato al consiglio comunale) grazie all’iniziativa dell’avvocato socialista Angelo Noseda, già creatore nel 1892 della Lega socialista a Como e successivamente sindaco di Como e deputato. Fra i fondatori anche Aristide Bari, mazziniano e repubblicano, tipografo, tra i fondatori della Tipografia Cooperativa Comense e promotore del movimento cooperativo comense.

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Fiori partigiani

La festa del 25 aprile 2021 è stata celebrata ancora all’insegna del distanziamento e delle indispensabili cautele, eppure  – proprio per dare il senso di una partecipazione corale a quella celebrazione – l’Anpi ha proposto una nuova “edizione” dell’iniziativa Porta un fiore al partigiano, invitando le persone e i piccoli gruppi a manifestare con un segno floreale l’affetto che va portato alla memoria delle tante persone che si sono spese, nella Resistenza, per riconquistare a questo popolo la dignità della Libertà.

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Mai più a ferro e fuoco

In occasione dell’ottantesimo anniversario dell’invasione della Jugoslavia da parte dell’esercito italo-tedesco è stata allestita la mostra A ferro e fuoco. L’occupazione italiana della Jugoslavia 1941-43, visitabile online a questo indirizzo e curata dall’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea del Friuli Venezia Giulia.
«Quando le fonti gridano, è bene che gli storici parlino sottovoce»: le foto contenute, insieme con le testimonianze audio e video, raccontano da sole con la spietata, indifferente realtà dei reperti una pagina di storia con cui è difficile fare i conti. Difficile, ma necessario, ed ecco perchè ad essa si affianca un appello, riportato di seguito, indirizzato presidenza della Repubblica, alla presidenza del Consiglio dei ministri, al Senato della Repubblica, alla Camera dei deputati, al Ministero della difesa e al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con cui una serie di enti italiani, sloveni e croati chiedono alle istituzioni il riconoscimento dei crimini fascisti di quegli anni. Perchè, come si legge sempre nell’introduzione «di quel vortice di violenza, le truppe italiane di stanza nei territori annessi o occupati, non furono semplici spettatrici, ma protagoniste. Si tratta di una delle pagine più buie della nostra storia nazionale, con pochissimi lampi di luce. Per questo è poco conosciuta e si è preferito dimenticarla.
Altri Paesi, come la Germania, hanno mostrato più coraggio nel fare i conti con il proprio passato oscuro. Oggi, dopo ottanta anni, speriamo che finalmente sia venuto il momento giusto».

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Anpi/ Sui giardini Norma Cossetto

«Apprendiamo dai giornali che oggi, 8 marzo verrà intitolato il giardino di Piazza del popolo a Norma Cossetto, studentessa istriana martire delle foibe. Certamente le foibe sono una brutta pagina della storia che ha vissuto il nostro paese, conseguenza di un comportamento verso gli slavi di italianizzazione forzata con centinaia di migliaia di episodi di violenze, abusi, stupri, incendi e assassinii da parte dei fascisti italiani. Certamente, e non da oggi, l’Anpi condanna le foibe come atto crudele fatto dai partigiani Jugoslavi consapevoli che le vendette comportano vittime innocenti, e la studentessa Norma Cossetto fu una di questi.

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6 marzo 1944/ il ricordo delle operaie e degli operai della Tintoria Comense

Il ricordo del 6 marzo 1944 – il ricordo delle operaie e degli operai della Tintoria Comense (che oggi ricordiamo come Ticosa) e della Castagna, deportati a seguito dello sciopero di quel giorno, organizzato dalla rete clandestina del Partito Comunista – si è svolto al Cimitero Monumentale di Como sotto la pioggia. Poche persone, causa la situazione covid.

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Tina Merlin/ Una strage che si poteva evitare

Ci sono tragedie ineluttabili e stragi che possono essere evitate. In questo periodo difficile nel quale spesso si è confusi dalla cattiva informazione e condotti a opinioni e comportamenti lesivi del diritto a vivere nostro e di altri, può essere utile ricordarsi di giornaliste vere che denunciarono le scelte irresponsabili e assassine fatte dal potere per salvaguardare l’economia dominante, cioè gli interessi solo dei più ricchi. Per questo sono andato a rileggere la storia di Tina Merlin giornalista, partigiana e comunista, la  “Cassandra del Vajont”. Nei nostri tempi bui, nei quali la voce dei media è in larga misura troppo impegnata a tessere le lodi senza ritegno dei potenti, distraendosi dal compito di raccontare la realtà, è il caso di studiare il lavoro di una vera professionista del giornalismo. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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Fascisti web/ Contro il ricordo dell’esodo giuliano-dalmata

Si ripetono sempre più spesso le incursioni on-line di gruppi neofascisti e neonazisti, che disturbano o impediscono lo svolgimento di dibattiti e incontri evidentemente non di loro “gradimento”. Oggi pomeriggio è toccato alla presentazione di un libro organizzata in occasione del Giorno del Ricordo.

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