La rete Intrecciat3 propone un percorso di idee e pratiche per l’autodeterminazione, che parte dal presidio di piazza dello scorso 8 marzo e lo ripercorre, mensilmente, con le voci di chi l’ha costruito.
«NOVEMBRE – 8. LAVORO – CGIL COMO
«Senza lavoro nessuna persona può rendersi indipendente e autonoma e questo vale ancora di più per le donne.
L’autodeterminazione diventa concreta e si manifesta grazie anche all’indipendenza economica.
Il lavoro, oltre a essere uno strumento di emancipazione e di riscatto sociale, rappresenta la possibilità di affermare competenze e valorizzare le capacità e, alle sorelle migranti, garantisce integrazione.
Ancora oggi, per le donne, le limitazioni all’ingresso nel mondo del lavoro sono troppe e molte di noi non possono lavorare proprio perché la società non ci permette di riscattarci da altri ruoli.
Il basso tasso di occupazione femminile, il divario retributivo, gli stereotipi di genere e la scarsa partecipazione delle donne alle posizioni di vertice, sono limiti alla nostra autodeterminazione, oltre che al benessere della società tutta.
E poi il lavoro di cura, che non viene riconosciuto né remunerato, cosa che determina un’evidente svalutazione di chi svolge tale ruolo.
Oltre alle difficoltà di accesso al lavoro, sono ancora evidenti e concrete le differenze retributive.
In Italia, secondo i dati INPS, per ogni giornata di lavoro, una donna è retribuita in media il 20% in meno di un uomo.
Questo accade sicuramente perché sono ancora molte le donne che lavorano part time (spesso forzato), ma ci sono anche altri fattori.
Le donne sono sottoposte a stereotipi e discriminazioni e faticano ad accedere a ruoli apicali e dirigenziali, anche nelle realtà in cui rappresentano la maggioranza.
La Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva rappresenta una tappa fondamentale verso un nuovo standard europeo di equità.
Ci chiediamo se in Italia venga realmente applicata.
Inoltre il gap salariale si riflette drammaticamente anche dal punto di vista pensionistico, oggi in Italia le pensioni delle donne sono inferiori rispetto a quelle degli uomini fino al 29%.
E vogliamo parlare della proposta di legge sul congedo parentale paritario tra madri e padri, appena bocciata alla Camera?
Le condizioni che determinano differenze e discriminazioni devono essere rimosse, lo sciopero dell’8 marzo rappresenta quindi uno strumento concreto di rivendicazione per un lavoro dignitoso, l’indipendenza economica e l’autodeterminazione di tutte le donne.
La Giornata internazionale della donna è stata istituita per sottolineare l’importanza della lotta per i diritti delle donne, sul lavoro, ma non solo.
È da inizio Novecento che sindacati e movimenti femministi si impegnano in questo senso.
Non ci siamo mai fermat3 e non ci fermeremo.
Siamo sorelle nella lotta e nella resistenza, da generazioni».
Questo intervento è stato parte dell’azione performativa dal titolo LIBER3 A 360° proposta dalla rete INTRECCIAT3 in piazza delle Donne (già piazza San Fedele) a Como in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne 2026.
Nel corso della medesima manifestazione si sono succeduti altri 8 interventi con altrettante altre idee e pratiche per l’autodeterminazione a cura, ciascuno, di una delle realtà convergenti nella rete stessa.
Poiché in piazza ha risuonato forte il grido: NON SOLO L’OTTO MARZO – LOTTO TUTTO L’ANNO, ecco che da aprile a fine anno – ogni OTTO del mese – pubblichiamo uno degli interventi di cui sopra.
Per farne tesoro e per attualizzarli nelle nostre vite.
A partire anche da questa certezza insindacabile: sul lavoro, diritti e retribuzioni delle donne vanno adeguati!» [Rete Intrecciat3]
