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Cittadella sanitaria polemica con il direttore generale della Asl

Il Pd contro Roberto Bollina: «esegua il suo mandato, non ostacoli la realizzazione della cittadella sanitaria»

«Desta stupore – afferma in un comunicato il Pd comasco – che, proprio in coincidenza con la firma che sancisce l’accordo di tutti i responsabili politici sulla realizzazione della cittadella, il direttore generale della ASL di Como, Roberto Bollina, dica che i tempi saranno lunghi e nel frattempo lo sviluppo della Azienda Sanitaria sarà al San Martino».

«Bollina è direttore della ASL di Como in forza di un incarico fiduciario datogli direttamente dalla Giunta regionale il 23 dicembre scorso; il giorno prima, 22 dicembre, la Giunta regionale ha approvato all’unanimità il testo dell’atto integrativo per la realizzazione della cittadella sanitaria – ha dichiarato il capogruppo Pd in Consiglio Regionale Luca Gaffuri – Quindi il direttore Bollina è stato nominato a Como per realizzare la cittadella sanitaria, non per rallentarla od ostacolarla. In un certo senso, la cittadella sanitaria è la mission del suo mandato. E per fare la cittadella sanitaria gli competono due incombenze: iniziare a parlare con il direttore dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna per strutturare i servizi e gli spazi della cittadella e presentare all’assessorato regionale alla Sanità il progetto da realizzare perché tutte le problematiche, compresa quella delle risorse, siano risolte nel modo più opportuno».

«Non solo, a quanto sembra, ASL ed Azienda Ospedaliera non hanno neppure cominciato a ragionare sulle rispettive esigenze in termine di spazi, sulla distribuzione delle funzioni e sui necessari interventi di ristrutturazione – ha precisato il capogruppo Pd in Consiglio comunale a Como Mario Lucini –, ma addirittura questa scelta viene considerata come un’opzione possibile e comunque “molto futuribile”. Di più, si prefigurano trasferimenti “provvisori” sull’area ex San Martino, che oltre ad essere assolutamente inadatta in termini di accessibilità, è già oggetto di differenti scelte urbanistiche (campus universitario) Ancor più incredibile – ha aggiunto Lucini – è che il Presidente dell’Amministrazione Provinciale, a un giorno dalla firma dell’Atto integrativo all’Accordo di programma, ne parli come di “un atto dovuto, un documento di prassi”, “senza che ci sia nulla di scontato”, affermando poi che la scelta della localizzazione di questi servizi non spetta alla politica ma ai responsabili delle strutture sanitarie (chissà poi a chi rispondono questi responsabili secondo Carioni). Poiché riteniamo che le scelte urbanistiche sulla città non possano che spettare all’Ente Locale, sia pur attraverso una doverosa concertazione con i soggetti interessati, e che queste scelte siano già state assunte, ci aspettiamo una netta presa di posizione del Comune di Como, a partire dal Sindaco, affinché si possa procedere senza ulteriori inaccettabili tentennamenti all’attuazione degli interventi previsti».

 

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