«Assume poi una veste di sapore sessista l’invito rivolto alla cronista di lasciare la professione per esercitare altrove, in Svizzera un altro lavoro: quello dell’estetista – prosegue la presidente dell’Ordine dei giornalisti lombardo – Al di là del fatto che tutte le professioni meritano rispetto il signor Giannattanasio Augusto sembra non conoscere le elementari regole di comportamento che dovrebbero essere il patrimonio di chiunque esercita una pubblica funzione».
«Come presidente dell’ordine e donna desidero esprimere alla collega Gisella Roncoroni la solidarietà dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia e incoraggiarla a intraprendere tutte quelle azioni legali volte a tutelare l’onorabilità della persona. Auspico che la direzione del giornale con il vigile contributo del comitato di redazione difendano la libertà sacrosanta dei giornalisti di esercitare il diritto alla critica sancito dalla Costituzione».
Il Comitato di redazione del maggiore quotidiano comasco ha già espresso solidarietà alla collega coinvolta esprimendo «la più ferma condanna per gli insulti espressi nei suoi confronti». «Si può rimanere delusi per dei voti insufficienti ricevuti nella «pagella» dei consiglieri comunali – precisa il comunicato –, ma questo non dà il diritto di prodursi in dichiarazioni volgari e infamanti, pronunciate per di più in una sede istituzionale quale è una seduta del Consiglio comunale».
«Storpiare con evidente riferimento osceno il cognome di una persona, negare la sua appartenenza a un ordine professionale, svilire il suo impegno di cronista sono fatti di per sé gravi – prosegue il Cdr de La Provincia – Anche le allusioni boccaccesche contenute nell’invito ad «andare a fare l’estetista in Svizzera» lasciano allibiti».
«Il Cdr – conclude la nota –, oltre a condannare l’episodio, invita la collega e l’azienda a procedere con urgenza nelle sedi legali competenti e auspica che nel futuro la politica comasca non cada più in questi abissi di volgarità e di sessismo».
