«Noi siamo convinti che le scelte del Governo in materia di liberalizzazioni non rispondano davvero al fine per cui sono state prese – dichiara Massimiliano Arighi, segretario Fisascat Cisl Como –. Quella di consentire l’apertura incondizionata e non contrattata dei negozi è una scelta che si ritorce contro le persone, contro le famiglie e che non servirà neppure a rilanciare i consumi».
Ma contrariamente a quanto deciso dalla Filcams: «Scioperare servirebbe soltanto a penalizzare ulteriormente lavoratori e lavoratrici, decurtando il loro salario senza risolvere fino in fondo il problema delle aperture domenicali e festive incontrollate».
«Cosa facciamo? Proclamiamo sciopero ogni domenica ed ogni festività? – incalza il segretario Fisascat – Certo il 1° maggio ha un valore simbolico, ma come altre date! La soluzione del problema è un’altra, la strada corretta passa attraverso iniziative che responsabilizzino le Istituzioni, che facciano crescere davvero l’economia, che rilancino lo sviluppo attraverso l’equità, che regolamentino il lavoro domenicale e festivo attraverso il Contratto nazionale, come è già previsto nel Contratto nazionale del commercio e del terziario».
Per Arighi, che chiude con un invito alla partecipazione alla manifestazione unitaria del 1° maggio a Como, serve il rispetto delle regole «per trovare un auspicabile equilibrio tra gli interessi degli imprenditori del settore, quelli dei lavoratori e delle lavoratrici e un vero sviluppo economico». [md – ecoinformazioni]
