I sindacati per appalti equi

Presidio nella mattinata di lunedì 11 aprile 2022 davanti alla Prefettura di Como, come di altre decine di città italiane, da parte dei sindacati Cgil-Cisl-UIl per protestare contro il nuovo “DDL appalti” che mette in pericolo la continuità lavorativa per il milione di lavoratrici e lavoratori impiegati negli appalti di servizi, rimuovendo l’obbligatorietà della cosiddetta “clausola sociale”.

Si legge nel volantino distribuito durante il presidio e firmato da Filcams-Cigl, Fisascat-Cisl, Uil-Tucs e Uil-Trasporti:

«II Testo delta Legge Delega ha inserito una norma negativa e pericolosa che va cambiata, perché vanifica l’effetto positivo delle pur importanti integrazioni individuate e votate al Senato. È inaccettabile che si preveda la facoltà di inserimento delle clausole sociali nei bandi di gara, in sostituzione dell’esclusivo obbligo previsto dall’attuale Codice dei Contratti Pubblici (art .50). Questa scelta vanifica anche l’orientamento europeo in materia che è volto a garantire la continuità occupazionale dei lavoratori interessati da un cambio appalto, tramite il loro passaggio alle dipendenze del nuovo appaltatore.

Un incomprensibile passo indietro che ci riporta al 2016, una manomissione che colpisce il lavoro debole che, se non rimossa, avrà ricadute drammatiche per un milione di lavoratrici e lavoratori degli appalti di servizi ad alta intensità lavorativa.

FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS e UILTRASPORTI chiedono ai Parlamentari e al Governo di ripristinare quanto oggi previsto: l’obbligo di inserimento di clausole sociali nei bandi di gara, per impedire che ogni cambio di appalto si trasformi in licenziamenti e perdita di reddito per le centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori occupati in servizi essenziali come gli ospedali, le scuole, le università, gli uffici pubblici.
La competizione va giocata sui fattori di innovazione e qualità dell’organizzazione del lavoro e non sulla precarizzazione e compressione del salario delle lavoratrici e lavoratori.»

[FC, ecoinformazioni]

Un momento del presidio [foto Fabio Cani, ecoinformazioni]
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