Filcams Cgil

Filcams Cgil/ Più sicurezza anche per il personale Asa canturino

Per poter prestare assistenza sanitaria al meglio è necessario proteggere gli operatori del settore ed i loro pazienti, a prescindere dalla qualifica o dalla tipologia di contratto. La Filcams Cgil comasca si schiera a fianco anche del personale ausiliario socio-sanitario dell’ospedale di Cantù nella richiesta di tamponi, per una migliore prevenzione e gestione dei contagi da Covid-19.

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Covid-19/ Le previsioni per la stagione turistica 2020 secondo Fabrizio Cavalli (Filcams Cgil Como)

In questi giorni stiamo imparando a convivere con l’interrogativo sugli effetti, prossimi o sul lungo periodo, del Covid-19 nella società: le attenzioni di enti, istituzioni e privati cittadini sono tutte puntate sulla riflessione riguardo le misure di prevenzione da adottare e sull’effetto di queste nella vita quotidiana di tutte e tutti. Ci sono grandi problemi. La Filcams Cgil con Roberto Cavalli esprime tutta la preoccupazione del territorio comasco legato economicamente al movimento dei flussi turistici.

Ormai strategico per l’economia del territorio e con un forte impatto occupazionale, in particolare per la zona del Lario, il settore turistico della Provincia di Como rischia di subire un forte contraccolpo a causa delle problematiche legate al Coronavirus.

«A oggi, a pochi giorni dall’inizio della nuova stagione turistica, con l’apertura di tutte le strutture ricettive – spiega Fabrizio Cavalli, Filcams Cgil Como – le informazioni che abbiamo contano un alto numero di disdette nel breve periodo e, attualmente, una mancanza di prenotazioni per il periodo estivo, che rappresenta il fulcro dell’intera stagione.
A pagarne le conseguenze, oltre a tutto il sistema economico, saranno i lavoratori del settore. Gli alberghi stanno posticipando le aperture e di conseguenza le assunzioni dei lavoratori, e chi ha già aperto si mantiene ad un regime minimo».

L’augurio è quello che la stagione possa riprendersi. Il rischio è una pesante ripercussione a livello occupazionale sia in termini di addetti, che in termini di reddito. Inoltre, il sistema di calcolo del periodo di disoccupazione, che prevede il diritto alla Naspi per una durata pari alla metà di quanto si è lavorato, comporta una ulteriore grave penalizzazione. Ci saranno persone che rimarranno scoperte da reddito e contributi a causa del posticipo dell’assunzione, e che verranno ulteriormente penalizzate l’anno prossimo quando la maturazione della Naspi non sarà sufficiente a garantire la copertura di tutto il periodo, tra la fine della stagione 2020 e l’inizio della successiva.

«A essere penalizzate – conclude Cavalli – saranno anche le aziende del settore che rischiano di veder sfuggire il proprio personale che potrebbe rivolgersi altrove per cercare occupazione. Riteniamo urgente attivare un tavolo di confronto con le associazioni di categoria per fare il punto della situazione e richiedere alle Istituzioni l’attivazione di misure di sostegno che tengano conto anche di questa problematica». [Roberto Cavalli, Filcams Cgil Como]

Sciopero vigilanza, a Como 95 per cento di adesioni

downloadMarco Fontana, segretario Filcams della Cgil di Como, esprime soddisfazione per l’alta partecipazione allo sciopero unitario della vigilanza, tra le più alte  a livello nazionale con il 95 per cento di adesioni. Di seguito il comunicato stampa della Cgil di Como. (altro…)

Sciopero del commercio il 1 maggio per la dignità del lavoro

filcamsLe persone non vivono solo per comprare, la festa può essere anche liberazione per un giorno dal consumismo imperante difeso da norme contro la Costituzione. I lavoratori e le lavoratrici hanno diritto alla loro festa senza essere  ostaggio del paleoliberismo imperante. Per questo anche quest’anno la Cgil chiama allo sciopero il commercio che norme ingiuste, punitive, inutili e dannose all’economia e alla vita dei cittadini e delle cittadine costringe al lavoro ininterrotto anche il Primo maggio. 

«Il disegno di legge sulla limitazione delle aperture festive, approvato alla camera a settembre del 2015, giace abbandonato in Senato. La proposta parziale ed evidentemente insufficiente, prevede la possibilità di aprire le attività commerciali per un massimo di sei festività l’anno, nessun limite per le apertura domenicali, nulla sulle aperture 24 ore su 24. Restano così in vigore le liberalizzazioni decretate dal governo Monti.
«Anche quest’anno – spiega Ivan Garganigo, segretario provinciale Filcams Cgil –  molti negozi resteranno aperti il 1 maggio, ancora una volta ci interrogheremo sul senso di questa spinta ai consumi proprio mentre i lavoratori perdono potere di acquisto; centri commerciali e negozi aperti 365 giorni l’anno e tempo libero sottratto a centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori senza che questo sia minimamente servito ad arginare crisi della grande distribuzione, chiusure di negozi, licenziamenti e attacco a salario e diritti. Forse si può pensare che il tema non sia una priorità vista la situazione del paese e lo scenario internazionale, ma continuiamo a sostenere che non ci sono ragioni dominanti così forti per sacrificare la festività del 1 maggio al consumo». Per questo, è stato proclamato uno sciopero per tutta la giornata di domenica 1 maggio. [Filcams Cgil]

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15 settembre/ sciopero unitario del turismo

lavorat-turismoI sindacati: «Vogliamo il rinnovo del contratto»

A ormai due anni e mezzo dalla naturale scadenza, la stragrande maggioranza dei lavoratori del Turismo è ancora senza contratto. Le categorie sindacali Filcams Cgil, Fisacat Cisl e Uiltucs organizzano otto ore di sciopero per martedì 15 settembre. «Gli addetti di un settore ritenuto strategico per la nostra economia – scrivono i sindacati confederali – non ricevono un aumento dal mese di aprile del 2013, nonostante i significativi segnali di ripresa dei flussi turistici di cittadini italiani e il consolidato aumento, che ogni anno si riscontra, di stranieri. Confindustria Alberghi e Federturismo hanno interrotto bruscamente pochi giorni fa trattative che parevano avviarsi finalmente sulla strada giusta. Confesercenti ha manifestato nei mesi scorsi un timido interesse a definire il rinnovo per poi rientrare nel silenzio che l’aveva sempre contraddistinta in tutta la tornata negoziale. Il Turismo non è in crisi come dimostrano gli ultimi dati sulla stagione estiva che si avvia ad entrare nel vivo. Expo e il Giubileo della Misericordia sono eventi che rendono il 2015 un anno positivo e di consolidamento della crescita del fatturato. È gravissimo che i nostri tradizionali interlocutori ignorino poi il rischio, con un governo pronto a legiferare su materie tradizionalmente patrimonio delle parti sociali, di svilire il ruolo delle relazioni sindacali rendendole improduttive».
Lo sciopero riguarda i lavoratori in capo alle imprese he applicano i contratti del turismo sottoscritti da: Confindustria Alberghi e Federturismo, Fipe e Fiavet di Confcommercio, Confesercenti.

Naspi: allarme per cinquemila lavoratori stagionali

170509636-5d95e91f-d3fd-4d4e-8eb8-af9f5f19e32eCinquemila lavoratori stagionali del Comasco rischiano di essere penalizzati dalla Naspi, il nuovo ammortizzatore sociale che entrerà in vigore a partire dal primo maggio 2015

Quali cambiamenti introduce? «Per la modalità di calcolo prevista dalla legge – spiega Ivan Garganigo, segretario provinciale Filcams Cgil – si rischia una penalizzazione fortissima con ricadute sociali non indifferenti».
Con il vecchio sistema, la disoccupazione si calcolava sul biennio lavorativo e, sotto i cinquant’anni d’età, veniva garantita per otto mesi. «Dal primo maggio – continua Garganigo – il riferimento temporale è di quattro anni. La legge dice che verrà erogata per la metà del periodo lavorato e, in caso si abbia già utilizzato la disoccupazione, i periodi lavorativi precedenti si annullano.
Quindi, per gli stagionali, varranno ovviamente solo i mesi lavorati nel 2015. Una persona, ammesso abbia avuto un impiego per sei mesi, si troverà tre mesi di ammortizzatore sociale e tre mesi scoperti».
Non solo: «La Naspi – aggiunge Gloria Giudici, della segreteria Filcams– crea inique differenziazioni fra chi ha rapporti continuativi e chi frammentati, a scapito di questi ultimi. Chi lavora con molte interruzioni, e raggiunge il requisito per somma di giornate, effettuate in periodi lunghi di tempo, riceve meno di chi può contare su rapporti di lavoro più stabili e lineari».
Sono in particolare i dipendenti del settore alberghiero i più penalizzati perchè, come racconta Tania Aviera, lavoratrice di Villa d’ Este, «molti vengono assunti per un periodo inferiore ai sei mesi».
Nei prossimi giorni, il sindacato incontrerà Federalbeghi per trovare soluzioni a livello territoriale che possano garantire maggiore sicurezza per i lavoratori coinvolti.

Esercizi Monti di Piazza Cavour, quattro licenziamenti

Pasticceria-Monti-6128-01La Filcams Cgil: «Decisione illegittima della nuova proprietà»

La nuova società ha spedito la lettera di licenziamento a quattro dipendenti su nove totali.
«Interessante leggere le motivazioni da parte di questi imprenditori illuminati – commenta Ivan Talloru, segreteria Filcams Cgil – nel primo paragrafo dichiarano di sopprimere il posto di lavoro a cui il lavoratore è assegnato e nel secondo paragrafo dichiarano che le mansioni soppresse verranno svolte da tre soci, Barossi Alessandro – Colombo Mauro – Minatta Marco».
Ricostruiamo la vicenda. Il 9 dicembre 2014, Piazza Cavour Srl firma un accordo con la vecchia proprietà per la cessione d’azienda degli storici Esercizi Monti di piazza Cavour.

«Nel contratto commerciale di cessione dei locali, come prevede la legislazione, c’è l’impegno a mantenere i livelli occupazionali inalterati, impegno che viene poi ufficializzato attraverso la firma di un accordo di cessione d’azienda tra la Filcams CGIL Como, e le due società. L’accordo di cessione d’azienda, stabilisce il Codice Civile, garantisce la continuità del rapporto di lavoro con la nuova società», afferma Talloru.
Il 31 dicembre, però, arriva ai lavoratori una brutta sorpresa per posta: tramite raccomandata, la nuova società avvisa che, probabilmente, si andrà incontro a una riduzione del personale stimabile attorno alle 4-5 unità.
«Già la raccomandata non stava né in cielo né in terra – dice Ivan Talloru, segreteria provinciale Filcams – in sostanza, si trattava di licenziamenti preventivi che smentiscono quanto scritto nell’accordo. È un atteggiamento scorretto oltre che illegittimo».

Gli incontri del 5 e 13 gennaio non hanno portato i risultati sperati: «Come Cgil abbiamo tentato di tenere aperto il tavolo della trattativa con la Società, continuando ad insistere sia sul principio di rispetto delle leggi italiane, sia su di un principio imprenditoriale basico: è conveniente per la Società rischiare di risarcire dei Lavoratori a fronte di un licenziamento illegittimo, piuttosto che utilizzare l’esperienza e professionalità della manodopera a proprio vantaggio? Ricordiamoci che il locale è un punto attrattivo per la sua ubicazione, e stiamo andando incontro ad Expo».[aq, ecoinformazioni]

 

Mercatone Uno: a rischio il punto vendita di Tavernerio

mercatone-uno-tavernerio-e1422135304974Alcune indiscrezioni affermano sia all’interno di una lista di 30-35 negozi in Italia in predicato di chiudere.
Mercatone Business, azienda storica della distribuzione organizzata del mobile che conta 79 punti vendita in tutta Italia con circa 3500 dipendenti, ha presentato a livello nazionale istanza di concordato preventivo in bianco

«La notizia non ci ha sorpreso – afferma Ivan Talloru, Filcams Cgil – avevamo già compreso negli ultimi mesi che la situazione aziendale stava rapidamente degenerando: i debiti nei confronti degli istituti di credito ammontano a 450 milioni di euro».
Negli ultimi tre anni sono stati sottoscritti accordi sindacali per l’utilizzo dei contratti di solidarietà, con lo scopo di consentire un processo di riorganizzazione dei punti vendita tale da rilanciare l’azienda e renderla competitiva e contenere, al contempo, il costo del lavoro per salvaguardare l’occupazione: «Il risultato? oltre a non ricevere la retribuzione per i giorni lavorati dal 1 al 19 gennaio, i dipendenti sono lasciati da soli a fronteggiare le richieste di fornitori e di clienti, allarmati da quanto letto sui quotidiani nazionali».

Mercatone Uno a Tavernerio occupa 37 dipendenti: «E le indiscrezioni dicono che il punto vendita comasco sia inserito in una lista di 30/35 in fase di chiusura. La società non smentisce e non conferma, continuando a giocare con le paure più profonde dei dipendenti e continua a non essere trasparente nei confronti di chi, sette giorni su sette, ci mette la faccia.
Invitiamo la clientela a essere solidale con i lavoratori e a comprendere le difficoltà che stanno affrontando. A sostegno delle giuste istanze dei dipendenti del Gruppo Mercatone Business, proclamiamo lo stato di agitazione, riservandoci di promuovere ogni eventuale iniziativa di mobilitazione, coinvolgendo anche gli organi regionali». [aq, ecoinformazioni]

1 maggio/ sciopero del commercio

spesa-carrello-2La Filcams Cgil di Como organizza uno sciopero di otto ore «in tutte quelle aziende del territorio comasco che abbiano stabilito l’apertura per il primo maggio», e invita a partecipare al presidio organizzato alle 10 in piazza San Fedele a Como

Un commercio che tenga insieme servizi, sviluppo, crescita e corretta concorrenza, in una dimensione meno frenetica, più umana e rispettosa delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori.
«Dopo oltre due anni di liberalizzazioni degli orari e delle aperture domenicali e festive previste dal decreto “Salva Italia”, gli effetti reali e riscontrabili sono completamente negativi», spiega Ivan Garganigo, segretario Filcams Cgil. «Le liberalizzazioni non hanno portato nessun aumento dell’occupazione, nessun aumento dei consumi ma hanno peggiorato le condizioni di lavoro, impattando sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori. Pensiamo che in una situazione di crisi del nostro paese, di crisi dei consumi, in cui molte famiglie e lavoratori vivono sempre più un forte disagio, è fuorviante quanto inopportuno porre al centro la scelta di mantenere i negozi aperti il primo maggio. Il Decreto sulle Liberalizzazioni va cancellato. Riscriviamo un sistema diverso di regole per il settore. La materia delle aperture domenicali e festive e delle aperture commerciali va affidata alle regioni e ai comuni, ricercando una loro equilibrata definizione attraverso il confronto con le parti sociali nel territorio». [aq, ecoinformazioni]

Addetti alle pulizie del Valduce: adesione totale allo sciopero

sciopero1Interrotto il servizio di pulizia dell’ospedale. Tutti i dipendenti Markas  hanno aderito allo sciopero organizzato da Filcams cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti (escluse, ovviamente, le persone precettate per garantire i servizi minimi essenziali all’interno dell’Ospedale)

In mattinata i dipendenti si sono ritrovati fuori dall’ingresso principale dell’ospedale per manifestare la propria contrarietà alle decisioni di Markas e anche del Valduce di ridurre i loro contratti nonostante le ore di straordinario, i riposi saltati e le nuove assunzioni.
«Gran parte degli utenti ha ascoltato la voce della protesta e ha espresso la propria solidarietà »,  spiegano i lavoratori e i sindacati. «L’azienda ha deciso di diminuire, questo significa per noi e le nostre famiglie avere una busta paga ancora più scarna – sottolineano gli impiegati – per gli utenti, invece, vuol dire entrare in un ospedale meno pulito. Tre colleghi sono già stati licenziati. Se la situazione non dovesse sbloccarsi, siamo pronti a continuare la mobilitazione». [aq, ecoinformazioni]

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