Un passaggio politico di illustrazione e trasposizione nelle linee che seguirà l’Amministrazione nei prossimi cinque anni di mandato di quello che è stato il programma elettorale della coalizione che ha sostenuto Mario Lucini che sembrava un semplice passaggio formale si è arenato nelle secche procedurali che contraddistinguono l’operato di Palazzo Cernezzi.
Dopo l’esposizione fatta da Lucini, gli interventi dei consiglieri, con richieste di chiarimento e prese di posizione politiche, e la replica del primo cittadino a mezz’ora dalla mezzanotte la seduta si è bloccata su una questione procedurale che dovrà dirimere l’Ufficio di presidenza.
Il capogruppo di Adesso Como Alessandro Rapinese ha presentato un emendamento e due ordini del giorno al documento presentato dal sindaco, ma la stessa proposta di modifica di un documento politico ha creato dei grattacapi alla presidenza.
Per gli Uffici ha risposto la dottoressa Tosetti: «La questione è controversa, ma di primo acchito un documento politico non dovrebbe essere emendabile». Infatti ha aggiunto che il Testo unico degli enti locali non prevede che le Linee programmatiche vengano approvate, ma che il sindaco le presenti al Consiglio e rimanda allo Statuto della singola Amministrazione. Quello comasco dice che il passaggio serve per: «Appurare chi sta in maggioranza e chi in minoranza, ma non ne disciplina le modalità». Per questo il parere era contrario.
«Ma insomma – ha replicato Rapinese – formalmente posso diventare di maggioranza? Sì. Posso cambiare il programma perché questo avvenga? Sì».
Una posizione supportata da una veloce ricerca in Internet in cui ha visto che in alcuni Comuni effettivamente il testo è considerato modificabile: «Quelli che lo hanno fatto avevano questa eventualità ben disciplinata nel proprio Statuto» ha replicato Tosetti.
«Noi ci sentiamo di minoranza e all’opposizione – ha precisato Marco Butti, Pdl – non riteniamo opportuno emendare il documento, per quanto riguarda i programmi elettorali ci siamo già confrontati in campagna elettorale».
Convinto delle sue buone ragioni Rapinese ha chiesto formalmente un parere dell’Ufficio di presidenza e il presidente Franco Fragolino ha quindi dovuto sciogliere la seduta a meno di dieci minuti dalla mezzanotte per mancanza di tempo. (a breve l’articolo su tutto il Consiglio comunale) [Michele Donegana – ecoinformazioni]
