«Alle ultime elezioni politiche il mio voto – lista Rivoluzione Civile/Ingroia – non è servito a portare in Parlamento un partito dalla chiara storia, con chiare idee. Davanti allo spettacolo cui stiamo assistendo dall’insediamento del Parlamento all’elezione del Presidente della Repubblica, ai giochi per formare un governo, ritengo di poter disporre del diritto-dovere di cittadino di questa Repubblica a criticare con energia, a contestare con fermezza tutti i partiti che occupano il Parlamento, senza eccezione alcuna. Vorrei soffermarmi sul partito con cui fino a non molto tempo fa ritenevo si potessero stringere alleanze, ovvero il Pd. Da qualche giorno sono fortemente nauseato e confido che il Pd, dal livello cittadino-provinciale a quello regionale e nazionale, si riduca a ciò che ha dimostrato d’essere: un decrepito rudere che si sta sfaldando (d’altronde non avendo radici solide o, meglio, avendo un coacervo di intrecciate radici senza humus, cosa potevamo aspettarci?). Fa un po’ pena vedere Vendola e Sel, che prima stringono un’alleanza esclusiva con il Pd disdegnando la vera sinistra, adesso arroccati sun un “non ci stiamo più” o, peggio ancora, dichiarando di impegnarsi per creare un nuovo soggetto a sinistra (?!?). Fa rabbia pensare ai vari D’Alema (tanto per fare un nome), quelli che venivano iscritti direttamente alla direzione del partito (del partito per anni glorioso, il Pci, almeno fino al 1952) che scacciò la vera sinistra (quella che negli anni sessanta tentava di fortificare le idee di sinistra, la politica di sinistra e leggeva Marx) come capitò ai compagni del Manifesto. Fa sorridere vedere i giovani del Pd (anche a Como) – mi piacerebbe sapere quanti hanno letto un po? (non si pretende tutto) il Capitale di Karl Marx o almeno il più breve Manifesto del partito comunista di Marx ed Engels – proclamare dissenso e poi stare ben seduti al caldo della linea dettata loro dal partito che gli ha dato un posticino al sole. A Como credo che all’interno del Pd debba essere fatta una seria opera di pulizia, così deve avvenire a livello nazionale. Quando vedremo il Congresso? Perché non si sono dimessi gli organi dirigenti? E di motivi ce ne sono tanti. A Como in un anno di governo della città non si vede nulla di quello che il programma di Lucini sindaco, scritto e benedetto dal Pd con le liste civettuole di contorno a sostegno, ha promesso. Non si vede una vera inversione di tendenza per un’amministrazione diversa rispetto a quelle dei vent’anni precedenti. L’inciucio nazionale è forse il risultato dei tanti inciuci comunali. [Guido Capizzi]
