Guido Capizzi/ Lavorare a un’unione della Sinistra la più larga possibile

sinistraL’assemblea di Bologna dell’Altra Europa è stata un altro momento di percorso costituente per un nuovo soggetto politico-partitico di sinistra alternativa e vero luogo aggregante gli anti-liberisti e anti-capitalisti. Dai report e dagli interventi fatti girare in rete e pubblicati, con le consuete puntualizzazioni e interpretazioni spesso contrastanti e contraddittorie, azzardo il giudizio – critico – di trovarci sempre più “inguanati”, a tutti i livelli. Purtroppo anche al basso livello locale; pensando che sarebbe stato bello se fosse nato e cresciuto qualcosa di nuovo nell’oscuro mondo politico italiano ed europeo dal basso, il pessimismo e la delusione aumentano di giorno in giorno. Dalla mia “bassezza” politica azzardo che ci troviamo di fronte all’ennesima fallimentare ipotesi di costruzione di un soggetto politico alternativo e nuovo, capace di elaborare un programma comune di governo avviandosi sull’alleanza elettorale a sinistra. Cosa molto complicata! La domanda è: si riuscirà? Ci si potrebbe anche domandare: sussistono le basi, al momento, per un assoggettamento delle forze di sinistra ostili alla politica del governo Renzi? La volontà di qualcuno per costruire un’alternativa di vera sinistra può essere condivisa da soggetti con storie e appartenenze diverse a sinistra del Pd di Renzi? E’ tempo, questo, per riscrivere una storia comune a sinistra! Un nuovo soggetto politico-partitico può fare rincontrare su un programma condiviso i comunisti, gli ecologisti, i delusi dal Pd, i mai senza partito della società civile contrari alla logica liberista del governo Renzi dove, di fatto, un paio di soggetti decidono tutto? La risposta sta nella convinzione che l’intelligenza è collettiva. Intendiamoci: chi proviene dal partito della Rifondazione Comunista non è, forse, la maggioranza per l’alternativa, ma è sicuramente la maggioranza per la vera sinistra che si vuole costruire. Il Prc può così diventare il filo di unione della sinistra alternativa. Di ciò sono consapevole e ritengo corretto sottolinearlo. L’Assemblea di Bologna, che ha raccolto un variegato e variopinto mondo, penso abbia lasciato una domanda cui è necessario rispondere, perché in tanti sono nell’attesa della risposta: la vera sinistra vuole (continuare a) vivere? Le discrepanze sono evidenti, pur se tutti ritengono indispensabile che non ci sia un ritorno delle destre al governo. Io, sia chiaro, pur con il mio basso profilo e peso specifico nella vicenda anche locale del comitato dell’Altra Europa con Tsipras, non sono un oppositore alla blanda azione in corso, sono soltanto in disaccordo. Una “prova di verità” ci attende, un programmare sui tempi lunghi le scelte politiche di autentica sinistra alternativa (se non rivoluzionaria). Le elezioni europee sono state l’occasione – sostanzialmente persa – per una forte opposizione di sinistra alle politiche liberiste e capitaliste applicate in Italia e in gran parte dei Paesi dell’Ue e dall’Europa comunitaria stessa. L’accordo socialdemocratico-popolari, ovvero la conferma di politiche economiche e sociali identiche, non è che lo stato dell’arte che dobbiamo subire! Che fare, allora? Non è sufficiente un “ecosocialismo”, anche come oggetto tra le mete che abbiamo all’orizzonte. La sinistra che non c’è, quella che qualcuno vorrebbe identificare nel proseguire sulla strada dell’Altra Europa con Tsipras, deve essere l’antidoto per contrastare quello che i neo-liberisti, incubatori della destra anche più estrema, intendono attuare come politica europea e nei Paesi dell’Ue. Cercherà, questo nuovo soggetto in costruzione, di essere la nuova Sinistra unita e vera alternativa? Sarà in grado, questo nuovo soggetto, di arricchirsi con l’esperienza dei partiti già costituiti (Prc, PdCI, Sel, Verdi) e dei movimenti organizzati, oppure si metterà a chiedere a essi di ritrarsi? Siamo convinti che sia necessario un fermo confronto con quanti escono dal Pd renziano senza diventare il luogo dell'”asilo politico” per chi non vuole più rimanere nel Pd? Quale metodo utilizzare per lavorare a un’unione della Sinistra la più larga possibile, con forze già costituite cui non si può chiedere di annullarsi e con personalità che condividono la necessità di creare un nuovo soggetto di vera Sinistra? È, in Italia come in Francia, alla nostra portata la costituzione di un soggetto politico che sta al momento arrancando solo se riusciremo a realizzare una nuova identità alternativa senza, però, perdere le varie identità che si mettono in comune per lo stesso percorso. Nessuno ha l’esclusiva, tutti abbiamo un orizzonte di libertà e uguaglianza sociale che non deve escludere chi confida in una nuova società. [Guido Capizzi, ricercatore economico e giornalista]

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