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Cesare Cattaneo 1912-1943, pensiero e segno nell’architettura

Mostra, curata da Pierre-Alain Croset, allestita da Angelo Monti e Marco Ortalli, a S. Pietro in Atrio in via Odescalchi a Como, organizzata dall’Ordine degli architetti di Como con la collaborazione dell’Archivio Cattaneo. Aperta fino al 9 giugno da martedì a venerdì dalle 15 alle 19; sabato e domenica dalle 11 alle 19

«La rassegna propone una sintesi significativa di quella presentata nel 2012 all’Accademia nazionale di S. Luca in occasione del centenario della nascita dell’architetto comasco Cesare Cattaneo (1912-1943), ricordandone ora i settant’anni dalla morte – spiega una nota –. Scomparso a soli 31 anni, Cattaneo ha lasciato un’impronta forte nell’architettura italiana del ‘900, sia con le poche, ma qualificatissime opere realizzate (Asilo Garbagnati ad Asnago, 1935-37; Fontana di Camerlata, 1935-36; Casa d’affitto a Cernobbio, 1938-39; Palazzo dell’Unione Lavoratori dell’Industria a Como, 1938-42), sia con i numerosi progetti, che si distinguono per la singolare sperimentazione plastica, e con gli acutissimi saggi critici che lo hanno portato a teorizzare l’innovativo concetto di “polidimensionalità”».

«La mostra è concepita attorno alla scelta di circa 100 schizzi e disegni autografi, insieme con plastici originali e nuovi, che evidenziano come si forma il pensiero architettonico di Cesare Cattaneo, un pensiero caratterizzato da una forte tensione ideale – prosegue il comunicato –. L’atto di disegnare rappresenta una vera e propria scrittura, nel senso della trascrizione grafica di un pensiero: molti schizzi evidenziano l’intensità e la velocità di un’attività progettuale che produce variazioni, ripensamenti, alternative talvolta radicali. L’analogia tra schizzare e scrivere costituisce una specie di filo rosso della mostra: a livello della scelta dei materiali da esporre, ma anche dei principi dell’allestimento, che propone due diversi livelli di lettura: i disegni autografi, singoli o montati per serie, sono riprodotti in scala reale con stampe digitali ad altissima definizione e sono accompagnati da brevi testi didascalici che aiutano il visitatore a decifrarne il significato specifico; sulle pareti un montaggio di scritte, citazioni, fotografie, ingrandimenti di particolari, costituisce un “racconto visivo” che connette tra di loro disegni e testi teorici, temi formali ricorrenti in più progetti, frammenti di singoli disegni e dettagli costruttivi degli edifici realizzati».

«La mostra è divisa in quattro sezioni – precisa lo scritto –. La prima sezione illustra gli anni di formazione: da una parte l’intensa attività di autoformazione al disegno e alla pittura, iniziata all’età di 14 anni e caratterizzata da una fittissima produzione di schizzi dal vero, in particolare di paesaggi; dall’altra parte gli studi dal 1930 al 1935 alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, con i primi progetti, molti dei quali ancora inediti, che evidenziano la sua veloce maturazione come architetto. Ancora studente, Cattaneo testimonia la sua meditata adesione al linguaggio astrattista dei migliori architetti razionalisti della generazione precedente (Terragni, Lingeri, Figini e Pollini, Sartoris), e s’impegna direttamente con progetti e scritti polemici nelle battaglie per l’architettura moderna condotte dalle riviste Quadrante e Casabella. La seconda sezione è dedicata alle relazioni tra Cattaneo e gli artisti astrattisti di Como, in particolare Mario Radice con il quale progetta e realizza un’originalissima Fontana: opera di pura astrazione diventata famosa internazionalmente come “fontana al Parco” realizzata alla VI Triennale di Milano nel 1936, solo nel 1960 fu realizzata nel luogo originariamente previsto, in piazza Camerlata a Como, dove tuttora forma uno straordinario segno plastico nel paesaggio urbano. Dopo il successo della Triennale, il sodalizio tra Cattaneo e Radice prosegue con il progetto per un’altra fontana, che evidenzia la capacità di Cattaneo di configurare spazi aperti di radicale astrattezza e modernità, anticipando le ricerche spaziali degli artisti della minimal art e della land art degli anni 1960. La terza sezione presenta alcuni progetti per la “città razionalista”, iniziando dal Piano regolatore di Como (1933-34) al quale partecipa come unico studente in un gruppo di affermati architetti e ingegneri (Giuseppe Terragni, Piero Bottoni, Luigi Dodi, Gabriele Giussani, Pietro Lingeri, Mario Pucci, Renato Uslenghi). Successivamente, dedica una particolare attenzione ai modi in cui l’architettura moderna possa riconfigurare il disegno urbano del centro storico, prima con progetti teorici, poi con l’occasione concreta della sede dell’Unione lavoratori dell’industria (1938-42, realizzato in associazione con Lingeri, Origoni, Magnaghi e Terzaghi). La sede dell’Uli, costruita nel lotto retrostante la Casa del Fascio di Giuseppe Terragni, costituisce una vera e propria “Isola del Razionalismo” insieme con un terzo progetto di Cattaneo finora inedito e presentato per la prima volta in questa mostra, per l’immobile d’abitazioni “CX” (1938) caratterizzato da un impianto tipologico di grande originalità. La quarta sezione, infine, analizza l’opera realizzata più nota di Cattaneo, la Casa d’affitto a Cernobbio (1938-39), con disegni autografi, modelli, fotografie d’epoca e di documentazione dello stato attuale. Questa documentazione consente di approfondire la conoscenza di questa casa straordinaria sia per la qualità della sua espressione plastica che per il modo particolarmente raffinato di inserirsi nel contesto storico, rivelando aspetti poco noti e singolari della complessa e travagliata storia della sua ideazione e del suo cantiere. In particolare è illustrata in dettaglio la prima fase del progetto, ancora poco nota e studiata, ma anche il funzionamento degli spettacolari meccanismi che azionano le finestre e gli scuri scorrevoli, secondo un’idea dinamica dello spazio abitativo ben rappresentata in un filmato di Alberto Momo prodotto specificamente per questa mostra. In occasione della mostra sarà possibile visitare la casa di Cernobbio (via Regina 43, su appuntamento al tel. 031.513960), dove saranno anche presentati alcuni disegni originali che accompagnano la visita della casa. Accompagna la mostra un denso catalogo curato da Pierre-Alain Croset, pubblicato da Archivio Cattaneo Editore». [md – ecoinformazioni]

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