Cumavall_2I serbatoi fra ingegneria e architettura e la fotografia dell’ingegnere, mostra di Mike Dolinski, architetto, e Carlo Cometti, ingegnere, allo Spazio Natta, in via Natta 18 a Como, a cura dell’assessorato alla Cultura del Comune di Como e dell’Archivio Cattaneo, inaugurazione venerdì 7 febbraio alle 18, aperta fino al 3 marzo, venerdì dalle 17 alle 19.30, sabato dalle 15 alle 19.30 e domenica dalle 12 alle 19.

 

«Le opere idrauliche di Carlo Cometti e Mike Dolinski sono il risultato della stretta collaborazione tra l’ingegnere e l’architetto che lavorano in team secondo la prassi della progettazione integrata; nascono così i nuovi serbatoi di Rancate, Riva S. Vitale, Castel S. Pietro e Novazzano, le ristrutturazioni del serbatoio Boschetto di Novazzano e della Stazione di Morbio Superiore; per l’Acquedotto a lago i progetti della stazione di potabilizzazione e del nuovo serbatoio Barozzo – precisa Clemente Tajana nel catalogo dell’esposizione –. Un’attenta esegesi delle opere individua i due compiti principali dei progettisti: il compito dell’ingegnere è il rispetto delle leggi fisico-naturali e la conoscenza della resistenza e delle performance dei materiali; il compito dell’architetto è la capacità della composizione totale dello spazio».

Cumaval_1«In esposizione allo Spazio Natta, a cura dell’assessorato alla Cultura del Comune di Como e dell’Archivio Cattaneo, progetti, bozzetti e immagini dello stato di fatto di alcuni serbatoi progettati e costruiti in Ticino (Mendrisiotto) nati dalla collaborazione di queste due figure professionali così distinte tra loro quanto complementari – spiega la presentazione –. L’esigenza di avvicinare il calcolo ingegneristico all’aspetto architettonico, quindi non solo strutturale ma estetico e paesaggistico, emerge come una rivelazione, un aspetto su cui ponderare una fertile riflessione non solo per le opere idrauliche, ma per tutte le opere fatte dall’uomo a servizio dell’uomo stesso. Ad accompagnare l’esposizione progettuale sono le immagini scattate da Carlo Cometti, che qui esce dal ruolo di ingegnere e progettista, per entrare nelle vesti di creativo, di fotografo. All’interno di questi silenziosi e oscuri luoghi, accessibili a pochi sguardi, il fotografo ne coglie giochi di chiaro scuro, giocando con l’intervento della luce artificiale, unica protagonista insieme al blu dei rivestimenti o in sinergia con quella naturale che filtra dall’unico accesso. Strutture geometriche e forme di corpi sono un altro elemento che restituisce vita a un soggetto che solo apparentemente potrebbe sembrarne svuotato. Mai fu una dichiarazione più errata. Nei serbatoi viene raccolta l’Acqua, fonte di vita, che in queste monumentali opere lascia la propria traccia silenziosa. Ed è qui che Carlo Cometti ce la restituisce secondo una personale e unica prospettiva dello spazio industriale quale opera d’arte».

Per informazioni Archivio Cattaneo tel. 031.513960, e-mail archiviocattaneo@libero.it. [md, ecoinformazioni]

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