A Bellano con uno striscione con scritto «La riva è di tutti… e lasciateci passare» il circolo Legambiente Lario sponda orientale e la Goletta di laghi, che sta toccando le sponde del Lario, hanno effettuato domenica 29 giugno un blitz davanti al Lido di Bellano.
«Vogliamo richiamare l’attenzione di tutti per l’ennesima volta sul bene comune che sono le rive del lago – afferma Costanza Panella, presidente Circolo Legambiente Lario sponda orientale –. Questa è una piccola significativa testimonianza di un esproprio in nome del Comune, che è titolare della concessione demaniale. In altri Comuni della sponda orientale, come nella vicina Dervio, è possibile percorrere lunghi tratti ininterrotti lungo la riva a piedi o in bicicletta. Perché a Bellano non ancora?»
«E non è l’unico impedimento che il Cigno Verde fa notare: la passeggiata a lago di Bellano incontra infatti dapprima il cancello del porto con il cartello di divieto di accesso, poi il ristorante del lido, infine il Circolo vela – spiega un comunicato –. Un percorso che non solo andrebbe reso praticabile nella parte già esistente, ma che potrebbe anche continuare, secondo Legambiente, con opportune opere, verso sud fino all’imbocco della mulattiera per Rivalba e verso nord fino a Oro raccordandosi così al tratto del Sentiero del Viandante che collega le frazioni alte».
«È importante ribadire che le spiagge sono tutte demaniali, quindi pubbliche e possono essere date in concessione ai privati o ai Comuni in via eccezionale – aggiunge Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei laghi –. La nostra preoccupazione, e speriamo anche delle Amministrazioni comunali rivierasche, è che le concessioni siano solo l’eccezione e che in tal caso i cittadini paghino solo i servizi offerti. Il passaggio sulla battigia deve essere sempre garantito a tutti».
«Perché con il lago a disposizione, tutto balneabile come dice l’Asl, si pensa ad una piscina
Un altro blitz è stato fatto anche a Olivedo di Varenna per mantenere alta l’attenzione sul progetto turistico auspicato dall’amministrazione: «Esponendo su cartelli il racconto in chiave favolistica scritto da una cittadina per denunciare gli stravolgimenti a cui si vuole sottoporre l’area lacuale».
