Legambiente

Il sindaco Landriscina accerchiato dall’ambientalismo comasco/ Buone notizie

Il sindaco di Como è servito. Venerdi 13 dicembre Como per il clima, rete provinciale composta da una ventina di gruppi e associazioni che con singoli cittadini lottano per salvaguardare il territorio dai disastri della cattiva politica e da quelli dei cambiamenti climatici, ha inviato a Mario Landriscina una duplice richiesta di dichiarazione di emergenza ambientale e di istituzione di consulta sull’Ambiente. Intanto una “cordata” di partiti e liste all’opposizione (Pd, Svolta civica e Civitas) che da qualche tempo “seguono a ruota” le mosse dell’ambientalismo locale, annunciano che lunedì presenteranno al primo cittadino altrettante proposte di delibera sugli identici temi.

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“Larioplastiche”/ La Goletta dei laghi lancia l’allarme

C’è un ingrediente estraneo, non proprio salutare e ineffabile che “condisce” i piatti a base di pregiato pesce persico, lavarelli e missoltini pescati nel lago di Como: è la microparticella di plastica, frammento proveniente dalla enorme quantità di rifiuti che affollano laghi e mari e spiagge.

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7 luglio/ Como/piazza Duomo alle 12/ Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità

36255736_10216224387901894_3451900314267942912_o (1).jpgUna maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità: sabato 7 luglio, indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. (altro…)

Legambiente Lombardia/ Le città alla sfida del clima

Legambiente Lombardia
Legambiente Lombardia

È stato presentato oggi a Roma il dossier nazionale di Legambiente sugli impatti dei cambiamenti climatici. Nubifragi, siccità, ondate di calore sempre più forti e prolungate: anno dopo anno si ripetono anche in Lombardia fenomeni metereologici intensi ed estremi dovuti in primis ai cambiamenti climatici che stanno già causando danni ai territori, alle città e alla salute dei cittadini. Le risposte della politica e delle amministrazioni non sempre sono all’altezza: accanto a buone pratiche diffuse, da Pavia a Bergamo o a Milano, si registrano ritardi e disattenzioni oltre alla mancanza di una indispensabile regia comune.

Se ancora manca un regolamento nazionale per l’adattamento al cambiamento climatico, la Regione Lombardia si è attrezzata arrivando nel 2015 all’elaborazione di un “Documento di azione regionale sull’adattamento al cambiamento climatico” che individua le priorità su cui intervenire e 30 misure per la salute umana e qualità dell’aria, la difesa del suolo e del territorio, la gestione e qualità delle acque, l’agricoltura e biodiversità.

 «Ora è necessario implementare il percorso intrapreso – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – dando attuazione concreta a tutte le azioni previste nel documento e stabilendo regole chiare e vincolanti, per la parte di competenze della regione, per evitare danni a persone e territori causati da localizzazioni sbagliate, sottovalutazione del rischio idrogeologico, impermeabilizzazione dei suoli. L’assessore Cattaneo ha le deleghe ad ambiente e clima: confidiamo possa incidere in tal senso su tutto l’operato della regione, l’adattamento climatico deve essere al centro delle politiche territoriali».

Che il tema sia all’ordine del giorno lo dimostrano le cronache degli ultimi anni. L’episodio rilevante più recente in Lombardia si è registrato appena il 10 maggio scorso, quando a Legnano una bomba d’acqua improvvisa ha colpito il Comune e tutta la zona a nord di Milano mandando in tilt il traffico a causa delle condotte idriche che non riuscivano a smaltire la pioggia battente. Ma basta pensare alle esondazioni del fiume Seveso avvenute a maggio del 2017 o più volte a luglio, agosto e novembre del 2014. Negli ultimi anni sono state ben 32 le esondazioni del Seveso nell’area milanese e dal 2010 ammonta a 15 il numero dei giorni in cui il trasporto ferroviario e metropolitano è stato sospeso a causa di eventi metereologici estremi. Ad agosto 2016 blackout dovuti a temporali e bombe d’acqua sono avvenuti in vaste aree della Lombardia, dal basso e medio Verbano a Valtellina e Valchiavenna.

 Lo stallo ormai perdurante nella realizzazione delle vasche di laminazione, intervento che avrebbe dovuto in breve tempo risolvere i problemi di esondazione del Seveso a Milano, è la dimostrazione che non esistono soluzioni semplici al problema complesso di restituire sicurezza alla città: ogni soluzione è parziale, come è stato a suo tempo per la realizzazione dello scolmatore. Per la sicurezza idraulica la città e il territorio metropolitano devono re-imparare a convivere con il loro torrente, utilizzando anche gli spazi aperti e il reticolo idrico urbano per offrire diversivi alle acque di pioggia e alle portate di piena che giungono da nord. Perché, ricorda l’associazione ambientalista, il vero imbuto del Seveso è il suo tratto tombinato in città, e dunque occorre – ovunque possibile e non solo sui Navigli – riportare le acque a scorrere in superficie e a disporre di spazi adeguati per la loro espansione.

 «Il progetto di riapertura dei Navigli è un’opportunità per ripensare il sistema milanese delle acque, ma per questo occorre smettere di pensare ad aspetti marginali come la navigazione turistica per concentrarsi sulla funzione dei corsi d’acqua e dei Navigli come infrastrutture verdi – afferma Lorenzo Baio, responsabile acque di Legambiente Lombardia –. Da questo punto di vista è un pessimo segnale il fatto che il progetto presentato alla città in questi giorni si premuri di assicurare che il Seveso, nel tratto di via Gioia, continui a scorrere sottoterra, realizzando un letto separato da quello del Naviglio di cui oggi è affluente. Oltre a contenere le portate a monte, Milano deve mettersi nella condizione di utilizzare tutte le possibilità di deflusso esistenti o attivabili, diversamente l’imbuto continuerà a rigurgitare in Piazzale Istria acque e fango ad ogni temporale».

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 Prevenire però si può, a partire dai regolamenti edilizi e dalla pianificazione territoriale. Sono molti infatti,  gli interventi che le amministrazioni locali possono attuare e che i soggetti sovraterritoriali, a partire da Regione, possono estendere come modelli. Il regolamento edilizio di Mortara (PV)  ad esempio salvaguarda la permeabilità dei suoli nelle aree urbane fissando delle percentuali obbligatorie di terreni permeabili negli spazi privati e pubblici (parcheggi, cortili, piazze). Una decisione che risulta indispensabile per una corretta e sicura gestione delle acque e per ridurre l’effetto isola di calore.

In tutta Italia sono 453 i regolamenti edilizi che promuovono il ricorso ai tetti verdi, tra cui Milano. E’ opportuno citare quello di Pavia, che contiene l’obbligo di realizzare almeno il 50 per cento  delle coperture a verde nel caso di edifici industriali e/o del terziario, e di Zinasco, sempre nel pavese, che obbliga le coperture a verde per tutti i nuovi edifici, sempre per un valore non inferiore al 50 per cento.

Sul versante del risparmio idrico nei regolamenti edilizi spiccano i comuni di Brivio, Calco , Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Merate, Montevecchia, Olgiate Molgora, Osnago, Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio Inferiore e Verderio Superiore, tutti in provincia di Lecco, in cui è previsto l’obbligo appunto di risparmio idrico pari al 30 per cento rispetto al valore di 250 litri al giorno per abitante.

Anche il riutilizzo delle acque grigie (parte delle acque domestiche derivate dagli scarichi della cucina, della doccia, vasche da bagno e lavandini) è affrontato da molti Regolamenti. Ad esempio in quello del Comune di Bellusco (MB), in cui viene promosso il recupero volontario di almeno il 70 per cento delle acque grigie.

A Bergamo, infine, la Giunta comunale ha recentemente approvato un progetto di riqualificazione del sistema di raccolta e convogliamento delle portate idriche di quattro aree cittadine soggette, in occasione di temporali, ad allagamenti e a conseguenti disagi per coloro che vi abitano.

  Il dossier nazionale si può scaricare al seguente link: https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/citta-e-clima-indagine-2018-di-legambiente[Legambiente Lombardia]

Como città d’acqua/ Considerazioni sulla salute del Lario

 

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Enzo Tiso, del circolo Legambiente di Como “Angelo Vassallo”, sintetizza i temi sviluppati nell’incontro “Como città d’acqua”, organizzato da Legambiente, durante il quale sono intervenuti Chiara Bedetti, presidente circolo Legambiente di Como, Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia, Pietro Genoni e Fabio Buzzi, del Centro regionale laghi e monitoraggio acque superficiali di Arpa Lombardia, Roberta Bettinetti, del dipartimento di Scienze e tecniche applicate dell’Università dell’Insubria, Stefania Di Vito, responsabile scientifica di Goletta dei laghi e  Giorgio Ghiringhelli, presidente di Ars ambiente srl. 
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Legambiente/ 25 per cento della Lombardia “aree protette”, ma enti del parco trascurati

Legambiente Lombardia
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Lo smembramento delle competenze dell’Assessorato all’Ambiente  – comunica Legambiente Lombardia – rischia di ingessare le aree protette lombarde. La nascita del Parco metropolitano milanese è una opportunità da cogliere senza indugi. (altro…)

Now festival 2018/ “Liberi di muoversi”


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“Liberi di muoversi”, secondo appuntamento del Now festival 2018, si è tenuto nel tardo pomeriggio di giovedì 17 maggio alla sede di Confcooperative, in via Anzi 8 a Como. Ospite dell’incontro (il cui pubblico contava una trentina di persone) è stato Andrea Poggio, giornalista, responsabile per la mobilità sostenibile e gli stili di vita presso la segreteria nazionale di Legambiente, che ha condotto con Patrizia Signorotto del circolo Legambiente di Como “Angelo Vassallo” (che ha collaborato all’organizzazione dell’incontro) un dialogo su come trasformare le nostre abitudini di trasporto nel passaggio dai combustibili fossili ad altri, più sostenibili tipi di energia. Riferimento dell’intervento di Poggio è stato il suo libro “Green Mobility. Come cambiare la città e la vita” (ed. Ambiente, 2018). (altro…)

Nella culla del benessere c’è l’aria più sporca

qualità-aria-inquinamento-151205Il rapporto annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico (Mal’Aria 2018) mette freddamente di fronte alla realtà un territorio, quello padano, che viene stancamente evocato come culla del benessere italiano e delle sue eccellenze produttive. Analizzando i dati, ci si rende infatti conto che proprio qui si respira l’aria più sporca d’Italia e d’Europa.

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Legambiente/ solidarietà a Como senza frontiere

legambiente-ogL’associazione Legambiente, a livello locale e nazionale, si unisce alle espressioni di solidarietà e sostegno nei confronti dei volontari della rete Como senza frontiere, oggetto di una azione intimidatoria da parte di un gruppo neofascista.

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