«Gli eventi degli ultimi giorni che hanno coinvolto, suo malgrado, anche il Baule dei Suoni, ci hanno sorpresi, travolti e amareggiati.
Sentiamo quindi il bisogno di ristabilire con onestà la verità dei fatti per ribadire quali sono i principi e le attività della nostra Associazione culturale.
Alcune settimane fa, avevamo offerto la nostra disponibilità a prendere parte attiva in una manifestazione che avrebbe dovuto unire le associazioni di Tavernerio per creare un evento che coinvolgesse la popolazione nello spirito di Pace e condivisione del Natale.
I musicisti del Baule dei suoni avrebbero accompagnato il coro degli Amici del lunedì, che è formato da persone anziane e che, al primo incontro, avevano espresso accordo per la realizzazione del progetto di unione.
Alla riunione successiva con le associazioni il vicesindaco ha proposto di coinvolgere la scuola. Ci è piaciuta l’idea di favorire il canto di gruppi così diversi (nelle nostre orchestre da anni suonano insieme bambini e adulti).
Si cercava qualcuno disposto a collaborare con la scuola per questo progetto e la nostra direttrice Giulia Cavicchioni ha di nuovo offerto la sua disponibilità.
Le insegnanti hanno poi dichiarato che preferivano partecipare con un altro programma.
Tutto quello che ne è seguito non appartiene alla nostra sensibilità e quindi non ci stiamo a farci strumentalizzare per altri scopi. Non ci stiamo a farci usare contro le scelte della scuola
Il nostro repertorio è da sempre costituito da brani di musica popolare di tutto il mondo: i bambini e ragazzi che seguono i nostri laboratori imparano a stare bene insieme nelle loro diversità.
Alla musica da sempre uniamo spirito di accoglienza e solidarietà: il ricavato dei nostri concerti ha permesso la realizzazione del progetto Bem Tocà, che offre a centinaia di ragazzi dei quartieri poveri di Sao Vicente di Mindelo (isole di Capo Verde) la possibilità di avvicinarsi alla musica. Questa estate sette di loro sono stati ospitati proprio a Tavernerio e questo è diventato oggetto di una interpellanza in Consiglio comunale.
Per questi motivi non possiamo stare ancora in silenzio e non lo faremo opponendoci in modo chiaro all’utilizzo della gioia e dell’entusiasmo dei nostri bambini e ragazzi per fini che nulla hanno a che vedere con le nostre attività e lo spirito di Pace che deve contraddistinguere il Natale.
E diffidiamo comunque e chiunque d’ora in poi si permetterà di utilizzare, pubblicandole su carta stampata o tramite qualsiasi altro canale, senza previa autorizzazione, immagini di minori (ma non solo) della nostra Associazione, per scopi che non siano attinenti e/o legati alla promozione della nostra attività. Su questo punto saremo fermi e pronti anche ad andare per vie legali.
Alle polemiche rispondiamo come sappiamo fare e cioè con la musica: la sera del 20 dicembre, oltre ai canti natalizi, proporremo brani di festa di tutto il mondo. Questa è la nostra idea di Natale.
Il paese di Tavernerio ha deciso in passato di intitolare l’Istituto comprensivo a don Lorenzo Milani, una scelta importante e impegnativa. Forse vale la pena di rileggere le sue parole quando scriveva: “Quando ci si affanna a cercar apposta l’occasione di infilar la fede nei discorsi, si mostra di averne poca, di pensare che la fede sia qualcosa di artificiale aggiunto alla vita e non invece modo di vivere e di pensare. [Esperienze pastorali]» oppure in risposta alle considerazioni lette in questi giorni: «Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri. [L’obbedienza non è più una virtù]”». [Il baule dei suoni]

