Anche l’Arci, che da sempre si batte per una scuola pubblica, laica e gratuita, ha aderito alla mobilitazione.
Quella di domani si preannuncia quindi come una giornata storica, in cui tutta la vastissima opposizione che in questi mesi si è organizzata contro la riforma de ‘La Buona Scuola’ sarà visibile nelle manifestazioni organizzate in sette città italiane, da Aosta a Palermo.
Il governo Renzi ha ribadito di voler approvare la sua riforma entro metà maggio, incurante delle proteste e delle proposte alternative emerse. Una riforma, la sua, fondata sulla competizione e sulla valutazione sul modello invalsi, modellata sulle esigenze delle imprese private, con un forte accentramento nelle mani di dirigenti scolastici manager, che decidono chi assumere e chi premiare economicamente, i cui finanziamenti pubblici, ulteriormente ridotti, dovrebbero essere compensati da donazioni di privati e famiglie.
Tutt’altre sono invece le richieste che saranno al centro dello sciopero di domani: diritto allo studio, investimenti, edilizia sicura e a misura di studente, valutazione processuale, per una scuola aperta a tutti e tutte, realmente pubblica, gratuita e partecipata, laica, democratica, di qualità.
Il 5 maggio difendiamo la scuola per difendere la democrazia. [Arci nazionale]
5 maggio/ L’Arci per una scuola pubblica, laica e democratica

