
«Caro Matteo, dopo essermi dimesso da segretario di circolo, e non senza sofferenza, ho deciso di lasciare il Pd. Questo partito, cui ho dedicato molto dal 2008 ad oggi, non è più quello in cui speravo di poter contribuire, sebbene residente all’Estero, a costruire un Paese migliore, più coeso, più solidale, più attento ai bisogni di tutti, a cominciare dagli elementi più deboli della società.
Un partito che, dall’ultimo Congresso, si sta rivelando sempre più verticista, dove il primo valore è la fedeltà al Capo ed i luoghi di discussione sono sempre più luoghi di ratifica di decisioni dall’alto.
A questo quadro, si somma il merito delle politiche che hanno caratterizzato l’azione del “nostro” governo: Sblocca Italia, Jobs act, Italicum e Riforma costituzionale, solo per fare degli esempi, propongono soluzioni contrarie a quanto abbiamo raccontato agli elettori in campagna elettorale nel 2013 e contrarie a quei valori che sono sempre stati alla base del mio fare politica. Il modo in cui, poi, si è arrivati all’approvazione certi provvedimenti, con fiducie, canguri e sedute fiume, rende tali provvedimenti sbagliati nel metodo, tanto quanto lo sono nel merito.
Devo quindi prendere atto che il Pd non è più il luogo in cui mettere a disposizione il mio impegno ed il mio tempo al servizio delle idee ed i valori di una sinistra rinnovata , pertanto lascio il Partito e mi dimetto da membro dell’Assemblea nazionale. Cordiali saluti». [Stefano Vaccaro (segretario dimissionario Circolo Pd Lussemburgo, delegato in Assemblea nazionale, Circoscrizione estero)».

