Il Pd europeo contro l’assoluzione incivile di Calderoli

jscalderoliLa scandalosa assoluzione di Roberto Calderoli anima la protesta anche nelle sedi europee del Partito democratico. Il fisico comasco Stefano Vaccaro, segretario del Pd del Lussemburgo ha sottoscritto, insieme ai segretari del Pd di Berlino e di Bruxelles, il documento del segretario del Pd di Londra e Regno Unito ai senatori del Partito democratico che hanno votato nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del 4 febbraio contro la ministra Kyenge non comprendendo il tenore razzista e incivile degli insulti a lei rivolti dall’esponente del partito di estrema destra Lega Nord. Leggi nel seguito il testo della lettera.

«Gentili Senatore Moscardelli e Senatore Cucca,

Mi chiamo Roberto Stasi e sono il segretario del Circolo PD Londra & UK.

Vi scrivo questa mia, a nome di tutti gli iscritti ed amici del Circolo PD Londra & UK e di altri circoli PD in Europa, per esprimervi il nostro rammarico, disappunto e vergogna per la decisione che la Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari ha adottato, in data 4 febbraio 2015, in merito alle “opinioni” espresse dal Senatore Roberto Calderoli nei confronti dell’allora Ministro On. Kyenge.

Sapere, che all’interno dell’organo di decisione, si sono pronunciati senza esprimere una posizione di dissenso, alcuni senatori eletti nelle file del nostro partito, quel Partito Democratico che anche noi, qui da Londra, rappresentiamo, ci amareggia non poco.

E ancor più ci amareggia, leggendo i resoconti della seduta, che di quelle espressioni, considerate ovunque offensive e razziste, non sia stata menzionata nessuna parola di condanna o di stigmatizzazione.

Mi permetto di aggiungere inoltre che questo fatto assume connotazione maggiormente negativa se si pensa che a pronunciale sia stato un senatore, un uomo delle istituzioni, prima che un cittadino.

Entrambi voi, Senatori, difendete le “opinioni” del Senatore Calderoli, giustificandole come “presenti all’interno di un contesto politico”. A quale contesto politico fate riferimento? Non e’ forse quello di attacchi razzisti, di minacce che un Ministro, nel pieno delle sue funzioni, ha ricevuto dal primo giorno del suo mandato?

Vorrei ricordarvi che a seguito di altre simili minacce, l’allora Ministro Kyenge e’ stata sottoposta a delle misure di protezione, ha intrapreso cause legali a titolo personale (senza il sostegno legale del PD), per chiedere la condanna soprattutto di coloro che, come rappresentanti di Istituzioni nazionali e locali in tutta Italia, si sono scagliati contro di lei con epiteti e frasi violenti e razziste. La stampa del Regno Unito in quei giorni stigmatizzava il comportamento e le dichiarazioni del Senatore Calderoli verso un membro del Governo: per l’Europa intera leggere quelle parole è stato un vero schock.

Quando parlate di contesto politico, dovreste ricordare la storia, cari Senatori! Erano forse “opinioni” quelle espresse da parte di partiti e movimenti antisemiti prima della seconda guerra mondiale nei confronti degli ebrei, definiti e raffigurati come ratti, oppure caricature, non molto dissimili da quelle di cui anche la nostra On. Kyenge e’ stata vittima? Pensate, Senatori, gli anni dell’apartheid del Sud Africa e negli Stati Uniti, oppure alla più vicina propaganda fascista verso i territori africani colonizzati. Anche quelle erano “opinioni” dunque, alla luce dei recenti fatti.

Ogni qualvolta intervenite in aula, cari Senatori, vorrei che pensaste a quello che la storia ci ha insegnato e lasciato. Vorrei che capiste che non potete permettervi di essere come la pancia molle della società, come dei goliardici al bar. Piuttosto dovreste dare l’esempio. A noi tutti.

Come Senatori e come senatori del PD voi avete il dovere di fare la differenza; lo dovete anche in base al codice etico del PD, la carta dei valori di questa nostra comunita’, dove diciamo che “Le donne e gli uomini del Partito Democratico considerano il pluralismo una ricchezza e scelgono il confronto democratico come metodo per ricercare sintesi condivise. […] Si impegnano perché […]  i diritti e le libertà si impongano sul razzismo e sulla violenza. Contrastano ogni forma di discriminazione nel nome dell’uguaglianza sostanziale. Il contributo delle donne e degli uomini immigrati è caratteristica propria dell’identità del Partito Democratico, che con loro si propone come un’esperienza politica aperta ed interculturale. “

Come vi sentireste se i cittadini o altri politici si rivolgessero a voi con epiteti simili, e i vostri colleghi lo giustificassero? Non dovreste sentirvi offesi, visto che queste sono opinioni giustificate dal contesto politico, no? Che brutto precedente, che occasione mancata per mostrare la nostra diversita’.

Spero che tutto il Partito Democratico, che tutto il gruppo PD al Senato, decidano di ritornare su questa decisione, per il rispetto alle tante donne e uomini immigrati nel nostro Paese e per il rispetto a tutta la comunita’ del Partito Democratico in Italia e all’estero.  

Vi ringrazio per la vostra attenzione».

[Roberto Stasi, Segretario Circolo Pd Londra & Regno Unito, Francesco Cerasani Segretario Circolo PdBruxelles, Federico Quadrelli, Segretario Circolo Pd Berlino, Stefano Vaccaro, segretario del Circolo Pd Lussemburgo].

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