
Troppa distanza e troppa autoreferenzialità rischiano, secondo i partecipanti, una sala gremita in cui la mancanza di giovani è apparsa preoccupante, di desertificare la campagna allontanando la cittadinanza dalle ragioni del no; la necessità di semplicità e di diversificazione dei linguaggi si configura quindi come indispensabile, fondamentale per raggiungere i diversi pubblici, ma con l’accortezza che il prezzo non possa e non debba essere lo svilimento del concetto, l’impoverimento delle argomentazioni, la parodia di una comunicazione che rappresenta proprio ciò che si cerca di contrastare.
La prima uscita pubblica del Comitato di Como del Coordinamento democrazia costituzionale , con gli interventi di Bruno Saladino e Felice Besostri, ha quindi dato l’avvio a quel processo di fermentazione di idee e opinioni che sostanzierà l’uscita della campagna referendaria dalla sua fase embrionale.
La panoramica generale a cura di Saladino, coordinatore e portavoce del Comitato insieme a Paolo Ceruti e Giovanna Fierro, ha dato avvio all’incontro. In primo luogo un dubbio è stato chiarito: nonostante non sia possibile definire una tempistica certa, l’ipotesi dell’accorpamento dei due referendum, che destava non poche preoccupazioni, è stata definitivamente scartata, vedendo come orizzonte temporale l’autunno 2016 per quello confermativo costituzionale ed eventualmente l’anno successivo per quello abrogativo della legge elettorale.
Lo svilimento del parlamento e il rafforzamento dell’esecutivo non aumenteranno l’efficienza della macchina legislativa, ma agiranno sull’influenza dell’elettorato su quella stessa macchina, riducendola. Paradossalmente, sottolinea Besostri, il premio di maggioranza previsto dall’Italicum risulta essere in definitiva «tanto più importante quanto più basso è il consenso elettorale», prefigurando il tramonto della repubblica parlamentare figlia della resistenza a favore di un nuovo status quo oligarchico e verticistico.
E se l’immagine simbolo del Comitato è la Costituzione che affonda, «Renzi è il nostro Schettino», commenta Besostri.
Online sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa. [Marisa Bacchin, ecoinformazioni]

