
Un anno di analisi che testimonia la fragilità sociale delle persone lgbti, ancora esposte a pericoli dettati dalla loro condizione, e la trasversalità del fenomeno; il tratto più preoccupante del report è l’evidenza di un’omofobia diffusa, senza identificazione di classe, ruolo sociale, età, provenienza geografica o estrazione economica e culturale.
Da quando, quindi, nel 1990 l’omosessualità è stata finalmente rimossa dalla classificazione internazionale delle malattie mentali stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità molti passi sono stati fatti, non ultimo l’approvazione della legge sulle Unioni Civili l’11 maggio scorso, ma molti sono ancora da fare.
«Ci rincresce che ancora oggi sia necessaria una giornata contro l’omofobia, perché ancora troppo spesso le persone vengono discriminate e perseguitate per il loro orientamento sessuale. Ci rincresce che ancora oggi sia necessario sensibilizzare istituzioni e cittadinanza sull’urgenza di adottare provvedimenti legislativi che contrastino l’omofobia e favoriscano il riconoscimento di diritti per tutte, per tutti» sottolinea Celeste Grossi, consigliera di Paco-Sel nelle dichiarazioni preliminari del Consiglio Comunale del 16 maggio. L’invito è quindi a sostenere «la campagna lanciata da Arcigay condividendo l’urgenza per il nostro paese di avviare un processo di cambiamento culturale e legislativo». [Marisa Bacchin, ecoinformazioni]

