
Questa volta possiamo consolarci sapendo che non è morto nessuno e confidando che i medici intervengano nel modo più appropriato. Ma l’emergenza, anche psicologica, che i migranti vivono sulla loro pelle per le terribili storie vissute, dovrebbe trovare risposte adeguate. Se la nostra comunità non sarà in grado di assicurare presidi psicologici commisurati alla gravità delle situazioni saremo tutti responsabili, chi ha più potere maggiormente.
