
«Noi siamo Como, noi siamo cittadini e cittadine della città, noi siamo associazioni, organizzazioni sindacali, politiche, culturali, religiose, singole persone. Il Comune di Como è il nostro Comune. Le istituzioni di Como sono nostre, il patrimonio pubblico della città è un bene Comune. Per questo vogliamo che le istituzioni, il Comune prima di tutte, affronti il tema dei diritti umani della persone costrette a bivaccare in strada giorno e notte. Sono persone, non numeri, e noi non possiamo rimanere indifferenti perché se non ci accorgessimo dell’assoluta gravità del problema rinunceremmo all’idea stessa della nostra civiltà.
Per questo determinati a collaborare con il nostro Comune e con chi lo amministra abbiamo offerto alla Giunta Lucini la nostra disponibilità per rendere utilizzabile una proprietà comunale del tutto inutilizzata che potrebbe dare sollievo ad alcune decine di persone che con la chiusura dei dormitori sono costrette a dormire in strada. Dare soluzione a tale problema, nella consapevolezza che esso diventerà nei prossimi mesi sempre più grave, è un dovere per le istituzioni, per noi, per tutti.
Purtroppo nonostante la Rete Como senza frontiere si dichiari disponibile ad accollarsi tutte le spese dell’intervento e la Bella Como si sia detta pronta a gestire la struttura da assegnare all’Arci provinciale come capofila del progetto, nulla accade. Il 10 Aprile abbiamo scritto ancora una volta al sindaco, manifestato avanti al drop in, ma non abbiamo ricevuto ancora alcuna risposta ufficiale. I diritti non aspettano le elezioni, le persone devono dormire, avere a disposizione i servizi igienici e le docce, tutti i giorni, tutte le notti. La nostra città che ha una tradizione millenaria di civiltà non può essere ancora esposta alla vergogna dei bivacchi e di persone deprivate dei fondamentali diritti, lasciate a se stesse, costrette al degrado. Noi non ci stiamo, richiamiamo il Comune alla necessità di dare una risposta alle nostre offerte o di provvedere diversamente. Ma non possiamo tollerare che si attenda che le persone in strada da centinaia diventino migliaia innescando altre sofferenze, disagi per tutti e dando forza a malfattori politici, criminali e razzisti.
Saremo presenti a turno dalle 8 alle 20 dei giorni 28 e 29 Aprile avanti al Municipio di Como (ingresso di via Bertinelli/viale Lecco) per rendere evidente e presente, l’assoluta urgenza di un atto concreto dell’amministrazione. Sono in gioco vite e diritti. Riteniamo che non sia possibile attendere ancora e chiediamo con la forza del nostro impegno solidale alla nostra amministrazione comunale di decidere e di agire». [Como senza frontiere, Gruppo volontari Sant’Eusebio, Migranti e sanità, Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti]

