Como senza frontiere

Testimonianze della Como della Cura

Nella seconda parte della mobilitazione comasca del 21 novembre per una Società della cura sono state raccolte testimonianze dal territorio locale. L’obbiettivo di questo momento di confronto di esperienze era quello di dimostrare che la Società della cura non è mera utopia, ma è già orizzonte di moltissime persone che quotidianamente si impegnano concretamente per realizzarla.

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Processo Veneto Fronte Skinheads/ Falsa partenza

Quando, il 28 novembre 2017, i fascisti di Veneto Fronte Skinheads si chiusero alle spalle la porta del Chiostrino Artificio, abbandonando il campo dopo aver interrotto una riunione di Como senza frontiere, fu chiaro a tutti noi che non si trattava di una “ragazzata” e, forse, nemmeno di una provocazione, ma di un atto politico di enorme gravità.

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Una marcia immobile per i nuovi desaparecidos

Sabato 3 ottobre alle 15,30 si è svolta la trentaduesima marcia “Sono persone non numeri”, dedicata a don Roberto Malgesini, organizzata da Como senza frontiere con la partecipazione di Giovanni Motta, avvocato specializzato in diritti migranti, facente parte della Rete No Cpr e rappresentante dell’associazione AccoglierSI.

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3 ottobre/ Sono persone non numeri/ In arrivo foto e video

In arrivo l’articolo di Dario Onofrio sulla trentaduesima Marcia per i nuovi desaparecidos organizzata da Como senza frontiere, con le foto di Mara Cacciatori e Artur Borghesani e i video di Musa Drammeh sul canale youtube di ecoinformazioni. Una manifestazione che ricorre proprio il 3 ottobre, anniversario della terribile strage di Lampedusa del 2013 [Dario Onofrio, ecoinformazioni]

ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi/ Mare nostrum non mostrum

Dalle 11/Correnti solidali nel mare dell’indifferenza/ Acqua vitale, ma anche acqua mortale: dagli archivi di ecoinformazioni, l’intervento di Fabio Cani, il 21 dicembre 2019, durante la XXIX marcia per i nuovi desaparecidos, quei migranti inghiottiti dal mare, da decreti inumani e dall’indifferenza: in una Como frettolosa e focalizzata sull’acquisto compulsivo, le voci di Como senza frontiere, per la campagna #ioaccolgo, sono correnti contrarie alla marea nera dell’intolleranza, desiderose di lasciare nelle vite dei passanti una traccia di solidarietà e apertura. Leggi l’articolo completo su ecoinformazioni.

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Nessuno spazio per chi inneggia al ventennio fascista

Sì è tenuta questa mattina, 24 luglio, la conferenza stampa per la presentazione pubblica dell’appello alle istituzioni democratiche perché impediscano l’ulteriore sfregio alla legalità repubblicana annunciato per domenica prossima, 26 luglio (a ridosso della data di nascita di Mussolini), quando i nostalgici della dittatura fascista intendono ricordare il loro duce e i loro gerarchi.

Quest’anno, a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria covid-19, infatti, non si era potuta tenere la “commemorazione” fascista a ridosso del 25 aprile (Mussolini e i gerarchi vennero fucilati in nome del popolo italiano il 28 aprile 1945). Ma, pur dilazionata di qualche mese, la messa in scena nostalgica non perde di gravità, così come non diminuisce la responsabilità delle autorità che, anche quest’anno, hanno – almeno fino ad ora – deciso di dare via libera alla manifestazione.

Per questo un nutrito gruppo di realtà del territorio hanno rivolto un appello alle istituzioni – in primo luogo al prefetto, rappresentante sul territorio del governo nazionale – perché venga ripristinata la legalità repubblicana e ribadita la fedeltà alla Costituzione nata dalla Resistenza.

La manifestazione fascista di Dongo del 29 aprile 2018.

«Anche quest’anno, sia pure in data inconsueta, – si legge nella lettera ufficiale – associazioni cosiddette culturali si ripromettono di “commemorare” i fatti che sul Lago di Como hanno definitivamente chiuso il tragico ventennio dittatoriale fascista.

In nome dei valori espressi nella Costituzione Repubblicana, condivisi dalla stragrande maggioranza del popolo italiano, e conformemente a numerose leggi delle Stato, le sottoscritte realtà chiedono che in modo netto e irrevocabile tutte le manifestazioni di stampo apologetico (che nulla hanno a che fare con qualsiasi forma di suffragio e commemorazione funebre) NON siano consentite in questa occasione e negli anni futuri. Consideriamo questo un dovere per le autorità e per le istituzioni della Repubblica.»

La lettera è firmata da ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), Istituto di Storia Contemporanea “P.A. Perretta”, ARCI provinciale, ACLI, Como senza frontiere, Associazione Lissi, Soci Coop Lombardia, Osservatorio democratico sulle nuove destre, Articolo uno, Monimento 5Stelle, PD, PRC, Sinistra Italiana, CGIL, CISL e UIL.

L’appello è stato inviato oltre che al prefetto e al questore anche al procuratore della Repubblica perché anche a Como vengano intraprese le adeguate azioni giudiziarie, che a Milano hanno portato a recenti pronunciamenti del Tribunale di Milano (come si legge nella lettera dell’ANPI di Como pure consegnata ufficialmente alle autorità locali).

Al riguardo è stata anche presentata, dall’on. Chiara Braga del Partito Democratico, un’interrogazione al Ministro dell’Interno.

Non risulta che – fino ad ora – vi siano state risposte da parte delle istitutizioni.

[FC, ecoinformazioni]

5 luglio/ Csf/ Marcia #NonSonoNumeri in Piazza Cavour a Como

«Fermiamo la strage, restiamo umani!»: Como senza frontiere dà appuntamento per una nuova marcia – nel rispetto delle norme sanitarie – per sensibilizzare ed affrontare insieme le tematiche legate alle politiche sull’immigrazione.

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San Francesco/ Ancora un presidio fuori dal comune

Una sessantina di persone, nella serata di sabato 4 luglio, si è radunata in presidio davanti alla sede del comune di Como.
Obbiettivo della manifestazione era la richiesta di un tetto, o quantomeno la fornitura di servizi essenziali, per i senza fissa dimora a seguito dello sgombero del porticato di san Francesco.

L’iniziativa si inserisce in una serie di presidi sotto palazzo Cernezzi che, hanno promesso gli organizzatori, proseguiranno finché la situazione inumana in cui versano queste persone non cambierà.

Nei vari interventi è stato sottolineato come la lotta per un tetto e per condizioni di vita dignitose non faccia distinzione tra nativi e immigrati: nessuna vita è vita senza un riparo, in balia delle intemperie e priva di dignità.
Uno degli interventi più applauditi dai presenti è stato quello di un ragazzo che ha evidenziato il sistema politico sadico che divide tra cittadini di serie a e serie b e che può essere combattuto solo collettivamente.

Fabio Cani, portavoce di Como senza frontiere, ha invece portato l’attenzione sul fatto che il problema dei senza fissa dimora non nasce e non potrà morire a Como. Esso si radica infatti nella questione migratoria, che genera una guerra tra poveri le cui vittime, avviluppate nei sistemi politici e borghesi, si scontrano negando la propria essenza umana comune. La guerra fratricida che ne è esito porta a situazioni di esclusione e abbandono come quelle vissute da chi non ha un posto dove stare.
Una città come Como, con le sue pretese estetiche e turistiche, dovrebbe dal canto suo garantire almeno i servizi igienici minimi 24 ore su 24. Invece, le risposte istituzionali parlano di scelte di non stare in un’abitazione vera e di volontario inutilizzo dei servizi forniti.
Contro queste argomentazioni deliranti, manifestare insistentemente è l’unica soluzione.

In coda al presidio va segnalato un attacco abbastanza acceso, per quanto solo verbale, di un manifestante nei confronti della Digos presente.
Fortunatamente, la cosa pare essere finita in nulla.

Guarda tutti gli altrii video dell’iniziativa sul canale di ecoinformazioni.

Guarda le foto di Claudio Fontana per ecoinformazioni.

[Pietro Caresana, ecoinformazioni]

ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Palinsesto 30 giugno/ Organizzarsi per i diritti

Dalle 12/ Facciamo un salto in avanti di due anni: “passata” (o sarebbe meglio dire insabbiata) la vicenda della stazione il 16 aprile 2018 la rete di Como senza frontiere ha fatto il punto della situazione riguardante i senza fissa dimora a Como, che già allora cominciavano a misurarsi con una drastica contrazione della disponibilità istituzionale alla loro accoglienza, già insufficiente, nonostante l’impegno mostrato dalle forze dell’attivismo sociale nell’integrarla. Nel video l’intervento di Georgia Borderi e Annamaria Francescato, leggi tutto su ecoinformazioni.

I programmi del 30 giugno.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

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