
Mauro Felicori ha parlato di come negli ultimi anni siano cambiate le leggi e i fondi concessi ai musei, Serena Bertolucci ha parlato di come i musei siano chiamati ad adattarsi al territorio e ad approcciarsi e svolgere attività normalmente non attribuite ad un museo. Ha affermato che uno dei maggiori problemi è che tra la popolazione italiana, soprattutto tra i giovani, è ancora presente un pregiudizio che vede il museo come “vecchio” oltre che “immobile”. E quindi sempre più persone decidono di non tornare più a visitare un museo perché già visitato in passato con la famiglia o in una gita scolastica, non tenendo in considerazione il fatto che esso non è un ambiente statico, bensì in costante evoluzione. La direttrice del Palazzo Reale di Genova ha spiegato che i musei per sopravvivere hanno bisogno di sviluppare nuove attività, come ad esempio sostenere un’idea nata fuori dell’istituzione: nel caso di Genova la riattivazione di una produzione artigianale di cioccolato, arte culinaria storicamente legata al capoluogo ligure.
La parte più relativa alla gestione economica del dibattito è stata esposta da Mauro Felicori che ha lamentato come la cultura con la “C” maiuscola sia talora sacrificata per sostenere le attività di istituzioni che non riescono ad avere una quantità di risorse sufficienti a operare. Ciò, nonostante alcuni musei siano molto frequentatati, dipende da costi troppo elevati di funzionamento corrispondenti a sprechi e cattiva gestione.
Già online sul canale di ecoinformazioni i video di Luca Bedetti e Dounia Arrafi dell’iniziativa [Luca Bedetti, Dounia Arrafi, ecoinformazioni]

