
«Vogliamo denunciare le modalità comunicative con cui viene affrontato il tema della violenza femminile – spiega Chiara Mascetti, segretaria organizzativa della Cgil di Como – Le vittime diventano spesso colpevoli, per come si vestono, si divertono o trascorrono il proprio tempo. Si pone l’accento su questioni razziali, etniche, religiose infliggendo nuove sofferenze alle vittime. Chiediamo si superi la depenalizzazione dello stalking, che si investano risorse sui centri antiviolenza, che si ponga il tema dell’educazione come fondamentale per le nuove generazioni».

