
Settanta persone, migranti ospitati presso il centro, hanno trovato questa mattina le camionette della Polizia di Stato e i pullman ad attenderli. Stiamo parlando di donne ed uomini titolati a permanere sul nostro territorio, a muoversi liberamente in attesa del completamento del percorso di riconoscimento del proprio status giuridico. Persone che in questo periodo di permanenza hanno intessuto relazioni con il territorio, sono state oggetto del lavoro dei mediatori culturali e dei consulenti legali. Relazioni di comunità e familiari spezzate in una mattinata, nel disconoscimento dei requisiti minimi in capo ad ogni essere umano.
L’azione di questa mattina segna uno scarto grave verso politiche indegne di una democrazia occidentale. Indegne di una città che aveva dimostrato di saper affrontare con pragmatismo e solidarietà l’emergenza di Como San Giovanni ed oggi vede spegnersi quell’esperienza nel peggiore dei modi. Le accuse dell’Alto Commissario ONU per i diritti umani Bachelet trovano un sinistro riscontro nella brutta pagina scritta nella nostra città». [Cgil Como]

