Campo governativo Como

9 novembre/ Como porta d’Europa: frontiere del diritto dell’immigrazione e diritti umani al confino

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Presentato lunedì 5 novembre in mattinata al Tribunale di Como il programma dell’iniziativa Como Porta d’Europa. Frontiere del diritto dell’immigrazione e diritti umani al confino, promossa dall’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti attivo a Como dal 2016, che avrà luogo venerdì 9 novembre a Villa Gallia, via Borgovico 148, a Como dalle 9 alle 18,30. (altro…)

Trasferimenti dal centro migranti di Como: il commento della Caritas diocesana

logo-caritas-comoMartedì 11 settembre, settanta migranti ospitati presso il Centro di accoglienza di via Regina a Como sono stati trasferiti. I luoghi di destinazione sarebbero gli hub di Torino e Bologna. Sul merito, attraverso il suo direttore, interviene la Caritas diocesana che, da due anni, collabora con la Croce Rossa, la quale gestisce il campo su mandato della prefettura. (altro…)

Evacuazione campo governativo/ Orsenigo e Braga (Pd): “Una decisione irrispettosa delle persone e uno schiaffo alla città di Como e al suo tradizionale volontariato”


pd

«Il trasferimento dei richiedenti asilo si poteva fare anche con altre modalità, più rispettose delle persone, che di punto in bianco dovranno aprire un nuovo capitolo della loro complicata vita. Più rispettose del lavoro svolto dal volontariato, che ha collaborato e spesso supplito alle difficoltà delle istituzioni nell’assistenza e nella gestione dell’accoglienza. Più rispettose di Como e dei suoi cittadini, che in mille modi si sono prodigati in questi anni per dare una consistente mano a gestire una situazione non semplice». Lo dicono Angelo Orsenigo e Chiara Braga, consigliere regionale e parlamentare del Pd, a proposito della decisione di spostare gli ospiti della Caritas. (altro…)

Evacuazione campo governativo/ Cgil Como/ Trasferimento dal centro di via Regina Teodolinda: azione preoccupante

cgil como

Nella prima mattinata di martedì 11 settembre, le forze dell’ordine, di concerto con la prefettura e su indicazione del ministro degli Interni, hanno provveduto a trasferire 70 persone dal centro governativo di via Regina verso Torino e Bologna. Le notizie sono frammentarie e ancora incomplete, ma da subito compongono un quadro che la Cgil non può che denunciare con estrema durezza.

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Evacuazione Campo governativo/ Verso politiche indegne

« Nella prima mattinata di oggi, 11 settembre 2018, le forze dell’ordine, di concerto con la Prefettura e su indicazione del Ministro degli Interni, hanno provveduto a trasferire 70 persone dal centro Governativo di via Regina verso Torino e Bologna. Le notizie sono frammentarie e ancora incomplete, ma da subito compongono un quadro che la nostra organizzazione non può che denunciare con estrema durezza. 

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ecoinformazioni on air/ Como civile

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione delle 19,45 di Metroregione di Radio popolare del 6 settembre.  «La Campagna Como civile vuole indurre il Comune a riconoscere i diritti delle persone senza fissa dimora (sia di origine locale, sia migranti), costrette in strada per l’inadeguatezza delle strutture di accoglienza del territorio.

La Rete Como senza frontiere denuncia che il Comune crea degrado non assicurando alla città neppure la disponibilità di servizi igienici per chi, turista o migrante è in strada, invita a tempestare di mail l’indirizzo istituzionale del sindaco sabato 8, domenica 9 e lunedì 10, anima banchetti in città e un presidio  lunedì 10 settembre sera al Municipio quando si svolgerà il Consiglio comunale. Como senza frontiere contrasta l’idea del sottosegretario Nicola Molteni della Lega che vorrebbe chiudere il Centro governativo di via Regina Teodolinda gestito dalla croce Rossa dove oggi il parlamentare regionale di + Europa Michele Uselli e la portavoce della rete Annamaria Francescato hanno svolto un’ispezione a sorpresa che ha evidenziato le buone condizioni di vita del campo, una struttura tutt’altro che affollata. Como senza frontiere condanna le intimidazioni e la minaccia di sgombero dei migranti che hanno trovato rifugio nel portico della ex chiesa di san Francesco e chiede al Comune un nuovo dormitorio per rendere evidente che Como è civile». [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Diritti reclusi/ Voci dal campo

La visita, nel pomeriggio del 17 febbraio,  del parlamentare  di Sinistra italiana Daniele Farina, candidato di Liberi e Uguali  alla Camera a Como, Lecco e Sondrio è servita a sollevare almeno per una volta il velo di intollerabile segretezza che è stato imposto al Campo governativo, gestito dalla Cri a Como, già inaccettabile all’inizio,  oggi ancora più ingiustificato mentre rimane indefinita la natura del Campo stesso, classificato “ibrido” e quindi senza una chiara identità, nato per un’emergenza che tutti sanno e sapevano non sarebbe stata tale. La delegazione formata da Farina e da Kalongo Vicky Tshimanga, candidato di Liberi e Uguali  alla Camera a Como, Lecco e Sondrio,  ha raccontato all’uscita del Campo una situazione che è apparsa comunque migliore di tanti Cas affollati e abbandonati incontrollati al migrabusiness.

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Posti liberi, Campo chiuso per orario. Tanto c’è don Giusto

esclusicampogovernativoPerché i cancelli del Campo governativo di via Regina Teodolinda chiudono quando ancora i respingimenti alla frontiera elvetica determinano arrivi di frotte di migranti? Quale logica anima l’idea di ammettere solo le donne e i bambini anche quando il campo non è pieno?

Quanto costa allo città e allo stato  tenere perennemente in attività tante forze dell’ordine per garantire l’applicazione di regolamenti assurdi e evitare che la rabbia sfoci in rivolta? Quanto tempo potrà ancora durare il periodo nel quale sarà in vigore il divieto di accamparsi in città e contemporaneamente quello di trovarvi rifugio dignitoso almeno notturno? Quanto potrà ancora reggere la parrocchia di don Giusto che ogni notte apre le porte ai rifiutati dal Campo governativo? Quanto reggeranno le “ronde” degli attivisti che monitorano la soluzione e propongono soluzioni temporanee e umanitarie che hanno però il difetto di nascondere l’evidenza di regolamenti che pur rimasti segreti si rivelano manifestamente senza né criterio, né logica? Sono domande a cui non sappiamo rispondere. Intanto anche la notte del 26 ottobre ha offerto il consueto quadro, un po’ più grave, ma nessuno si permetta di definirlo straordinario visto che è così tutte le notti. Stanotte  è toccato a una numerosa famiglia palestinese con tanti bambini implorare di essere ammessa alla struttura di accoglienza selettiva non h24 di via Teodolinda. Alla fine il cancello si è aperto, ma non per tutta la famiglia, due congiunti sono stati lasciati fuori insieme al consueto gruppetto di una ventina di fuori tempo massimo. Dormirebbero in strada, sotto la pioggia,  se la provvidenza della parrocchia di Rebbio non li avesse ancora una vola accolti.

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