Le reti della Como solidale che uniscono, nel comune obbiettivo del riconoscimento dei Diritti umani per tutti/e/u, l’azione di organizzazioni di terzo settore, sindacati, partiti, movimenti, singole persone, condannano la scelta della Giunta Rapinese di ostacolare, negando il rinnovo della convenzione con la Parrocchia di Rebbio, l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. La scelta dell’estrema destra comasca conforme a quella dell’estrema destra nazionale al governo è contro tutte/i/u le persone della comunità comasca. Nel seguito il testo della nota di Arci, Como senza frontiere, Portosicuro.
Sul mancato rinnovo della convenzione Msna tra il comune di Como e Rebbio Solidale OdV
Il Comune di Como ha deciso di non rinnovare l’accordo con la Parrocchia di Rebbio (Rebbio Solidale ODV) per la prima accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA). L’accordo, in scadenza al 31 dicembre, riguardava un piccolo numero di minori, solo otto. Come sappiamo Rebbio ha accolto, accoglie e si prende cura di un numero ben maggiore di giovanissimi che sarebbero altrimenti abbandonati a sé stessi e alla strada, e il riconoscimento del Comune era un parziale aiuto che ora viene
negato.
Una decisione che suona paradossale a fronte del sostegno che invece la Parrocchia di Rebbio con don Giusto e i volontari non hanno mai fatto mancare proprio al Comune stesso, in questi anni titolare della presa in carico dei minori stranieri non accompagnati e finanziato per questo dallo Stato, supportandolo proprio nelle emergenze della prima accoglienza.
Negli ultimi mesi, mentre si sono contate a migliaia le morti sulle rotte di mare e di terra verso l’Europa, una serie di interventi legislativi ha peggiorato in Italia le prospettive di accoglienza alle persone migranti e l’esercizio del rispetto dei diritti umani di cui sono portatrici. Anche per i minori le garanzie di
protezione sono state fortemente ridotte: per esempio i tempi di permanenza dei minori in strutture provvisorie sono stati protratti fino a 5 mesi e sono state apportate gravi deroghe alle procedure di eventuale accertamento dell’età che alzano il rischio di dichiarare maggiorenni delle persone che non lo
sono; per alcuni aspetti sostanziale allineamento della maggiore età ai 16 anni.
Ci sono state recentemente (altre) sentenze della Corte Europea per i Diritti Umani e le Libertà Fondamentali contro l’Italia, le ultime in novembre e dicembre, tutte relative al trattamento rivolto ai minori stranieri non accompagnati e il così detto “decreto Cutro” non potrà che moltiplicare i casi di disumanità da condannare.
E se la recente legislazione rinvia prioritariamente alle Prefetture e quindi al Governo la responsabilità dell’accoglienza ai minori, la stessa legge non esclude quella dei Comuni nei casi di emergenza e/o di mancanza di strutture governative. Dal Comune di Como (l’amministrazione pubblica più vicina al
territorio alla comunità della quale tutte/i fanno parte, indipendentemente dai loro documenti) con la scelta del mancato rinnovo è venuto un attacco ai diritti dei minori non accompagnati. Riteniamo questo atto un ulteriore segnale del disinteresse verso le persone migranti di ogni età, ingiustificabile nonostante
le norme anticostituzionali e inumane del governo che con il “Decreto Cutro 2” (oltraggioso anche nel nome) contraddicono i principi costituzionali italiani europei e della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Nel grave peggioramento delle condizioni di accoglienza, nelle scelte dell’amministrazione locale e nelle modifiche delle procedure e delle responsabilità volute dal legislatore sono coinvolti in primo luogo i più fragili tra i fragili, i minori stranieri non accompagnati, e le reti di assistenza che operano a loro
salvaguardia, come succede oggi alla Parrocchia di Rebbio.
Esprimiamo la più decisa opposizione a provvedimenti che riteniamo ingiusti e la nostra solidarietà a don Giusto Della Valle e a chi lotta perché le istituzioni siano dalla parte delle persone e non contro di esse.
Come è stato finora, le nostre associazioni, che fanno parte delle reti firmatarie del comunicato, ci saranno sempre con azioni concrete a supporto della dignità e dei diritti delle persone, che vanno oltre la mera accoglienza. [Arci, Como senza frontiere, Rete Porto sicuro]

