
Era novembre 2022 quando alcuni presidi di terra e alcune Ong del mare si sono incontrate per la prima volta a Rebbio (Como), presso la parrocchia di don Giusto. Da Trieste a Ventimiglia, da Roma a Oulx l’impellenza era la stessa: unirci, unire tutte le realtà che, lungo le rotte migratorie – nelle strade, nelle piazze, nelle jungle, alle stazioni, in mezzo al mare, sui sentieri di montagna – offrono supporto concreto alle persone migranti.
Abbiamo iniziato a conoscerci e a riconoscerci nel dovere politico di costruire passaggi sicuri e di rivendicare la libertà di movimento e il diritto di scegliere il luogo dove abitare di di tuttə lə cittadinə del mondo.
Dopo due anni di lavoro, siamo qui, al di fuori di ogni logica autoreferenziale e abbracciando quella intra-associativa, con una rete che a giugno sarà internazionale e un manifesto sulla libertà di movimento che disconosce la frontiera, il suo ruolo di difesa del privilegio occidentale, la sua impronta neocoloniale, le sue pratiche violente.
Il 15 maggio presentiamo il Freedom of movement solidarity network, l’alleanza che nasce nell’autodenuncia della propria pratica quotidiana di disobbedienza civile, contro le politiche migratorie italiana ed europea, contro i confini interni ed esterni.
Ti aspettiamo!
[Como senza frontiere è una delle decine di realtà dell’attivismo per i diritti delle persone migranti che animano l’iniziativa]

