«La revoca da parte del Sindaco Rapinese dell’assessore Quagliarini, a pochi giorni di distanza dalle dimissioni dell’assessore Anselmi, fa sorgere diversi interrogativi.
Se rispetto alle dimissioni dell’assessore Anselmi non si è potuto che prendere atto, rispettandole, delle ragioni personali che le avevano motivate, la revoca dell’assessore Quagliarini assume un ben diverso significato.
E ciò anche considerato che il è terzo assessore che lascia la Giunta Rapinese in due anni di amministrazione, senza dimenticare il pesante ridimensionamento lo scorso anno delle deleghe dell’assessore Colombo dopo il fallimento degli eventi estivi a Villa Olmo.
Nel decreto di revoca si afferma che l’impegno dell’assessore si è rivelato inferiore alle aspettative e che nella sostanza può essere ritenuto nel complesso insoddisfacente, tanto da compromettere la realizzazione del programma di mandato; si tratta non solo di giudizio a dir poco pesante sulle qualità dell’assessore, ma anche del solito tentativo del Sindaco di scaricare su altri i fallimenti e i ritardi della sua amministrazione.
Ma soprattutto si legge che la permanenza dell’assessore Quagliarini avrebbe pregiudicato irreparabilmente gli equilibri all’interno della Giunta Comunale.
Ma quale è il significato di questa affermazione? A quali “equilibri” all’interno della Giunta si riferisce? È un messaggio indirettamente inviato a qualche altro componente della maggioranza? Il Sindaco, parlando della propria maggioranza, ha sempre utilizzato la retorica del “siamo un sol uomo” che distinguerebbe la sua amministrazione monocolore da quelle di coalizione che hanno governato in precedenza la città. Questa retorica sembra ora non funzionare più.
Che monocolore non faccia più rima con monolitica?
Alla luce di queste vicende la città ha diritto di sapere se questa maggioranza è ancora in grado di proseguire nel suo percorso; non ha certo bisogno di una maggioranza e di una Giunta divise. Per garantire un efficiente funzionamento dell’amministrazione comunale si devono anche al più presto individuare i nuovi assessori non essendo pensabile, per il bene della città, che il Sindaco possa gestire un numero così sproporzionato di deleghe.
D’altra parte vi è un limite umano anche per coloro che si definiscono il numero 1 o Superman; o forse, oltre alla maggioranza monocolore, dovremmo aspettarci una Giunta con un mono assessore?» [Daniele Valsecchi, segretario cittadino del Pd, Il gruppo consiliare del Pd]

