L’apertura del circolo venerdì 18 ottobre 2024 è stata occasione per dare spazio alla causa del Movimento NoTav.
I circoli Arci che non intendono occuparsi – pur con modalità diverse – di solidarietà, di mutualismo, di lotte e conflitto sociale, di disarmo, di accoglienza, e, in ultima analisi, di politica, farebbero bene a chiudere i battenti. Le urgenze del nostro presente esigerebbero che non si lasciasse spazio a trattorie che diventano aps solo perché non saprebbero stare altrimenti sul mercato, ai circoli-progettificio dove ci sono più funzionari che soci attivi, a realtà che promuovono, alla pari della società in cui sono immerse, la cultura del conformismo e del consumismo, la ricreazione della onnipresente “birretta” e del disimpegno. Per fortuna a Como e in tutta Italia i buoni esempi e le buone pratiche non mancano. Così all’Arci Mirabello si è voluta concludere una serata leggera di stand up commedy dando la parola al movimento NoTav nelle persone di Alessio e Marie-Claire (della quale riportiamo in calce l’intervento integrale), che hanno provato a riassumere in pochi minuti la rabbia e la fiera resistenza di una valle che da più di trent’anni resiste contro un potere oppressore e si identifica con gli oppressi, ovunque essi siano. Una presentazione essenziale, supportata dalla distribuzione di materiale informativo per approfondire il tema e soprattutto dalla possibilità di interloquire a latere liberamente. Un attività politica a bassa soglia, elementare e capillare, di cui si sente, ancora e sempre di più, il bisogno. [Abramo Francescato, ecoinformazioni]
Buonasera.
Oggi siamo qui per ridere, e prometto di rubarvi solo due minuti.
Questo circolo è un luogo di cultura e di informazione. Mi è stata data la possibilità di parlarvi di un tema che mi sta molto a cuore. Il movimento NoTav della Valsusa sta vivendo momenti duri, il 3 ottobre è morto Perino, un pilastro del movimento e la notte tra il 6 e il 7 hanno sgomberato il presidio di San Giuliano di Susa, prima ancora che venissero intraprese le procedure per l’esproprio dei terreni.
Il Tav è un’opera problematica non solo per la Valsusa, ma per tutti.
L’attualizzazione del costo del TAV prevede una spesa di 11,1 miliardi. La nuova ripartizione vede in capo all’Italia circa 6,2 miliardi, 4,9 in capo alla Francia, sebbene solo il 30% della tratta sia su suolo italiano. Dati del Sole 24 ore e di FS Italiane.
Oggi il progetto dovrebbe chiamarsi TAC (treno ad alta capacità) e non TAV perché legato prevalentemente al trasporto merci. Le emissioni di CO2 generate dalla costruzione dell’opera rientrerebbero solo 22 anni dopo la fine lavori a patto che i lavori vengano conclusi in tempo e solo considerando un trasporto di merci pari a 44 milioni di tonnellate all’anno. Per darvi un ordine di grandezza, i dati di Assologistica pre Covid riportano un trasporto di merci sulla stessa tratta di circa 2.8 milioni di tonnellate. Perché in effetti la Torino Lione già esiste ed è anche già attrezzata per l’alta velocità (TGV).
Da oltre trent’anni si discute della realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione. Ma da allora, i lavori veri e propri della linea non sono mai stati cominciati. La Corte dei Conti Europea stessa ha fatto emergere nella sua relazione del 2020 le criticità dell’opera evidenziando
-come le tempistiche di consegna del progetto non possono essere rispettate;
-come il costo sia lievitato irragionevolmente al netto dell’inflazione (all’epoca dell’85% ma si prevedevano “solo” 9,6 mld);
e ravvisando un alto rischio di sovrastimare oltremodo i benefici economici e ambientali.
A fronte di questo vediamo la militarizzazione ingiustificata di un’intera valle, che minaccia le attività aggregative, la possibilità di immaginare e costruire un futuro altro, per un territorio meraviglioso, che sta solo a un’ora e mezza di macchina da qui e che, tra le altre cose, mi ha accolta. L’opposizione alla Torino-Lione ha sviluppato una collettività sensibile ad un’infinità di altre tematiche. Soprattutto ha creato un vero senso di comunità, dove l’auto-organizzazione e l’autodeterminazione dei valsusini è diventata un esempio per tutta Italia e l’Europa.
Senza volervi riempire ulteriormente di informazioni che non sono titolata a raccontare, vi abbiamo lasciato un volantino con tanti possibili spunti di approfondimento. Il favore che vi chiediamo è di diffonderlo, di leggere, parlarne, seguire i canali di informazione, di venire a trovarci per chi ne ha la possibilità, so che è difficile in questo periodo in cui il mondo pare una polveriera, ma è davvero un momento delicato e ogni piccola attenzione conta.
Vi ringrazio dell’attenzione e di ogni gesto di resistenza che farete.
[Marie-Claire Goor, NoTav]

