Si respira tanta storia vissuta nelle sale del Carducci, istituto di cultura popolare. Tante vite di persone per generazioni hanno vissuto esperienze, appreso, condiviso, imparato tecniche, imparato ad amare la musica e l’arte, ascoltato relatori anche importanti. Ha ospitato la grande cultura dei nobel nelle celebrazioni voltiane del 1927 e le attività quotidiane non meno importanti intessute fino ad oggi senza interruzione dall’anno della fondazione, il 1910.
Cambiati i tempi, l’ideale originario di elevazione della cultura popolare ha mutato le forme ma non si è perso e il nostro presente ha grande bisogno di cultura e partecipazione per viverlo in modo consapevole. La fine del Carducci sarebbe la perdita di un pezzo importante della storia di Como, della sua identità, la rinuncia a immaginare che possa rimanere vitale e continuare a dare un contributo alla vita cittadina ed essere una casa per le persone e le associazioni che la animano. [Claudio Fontana, ecoinformazioni]

