Nella maggioranza che esiste per chiudere (tutto scuole, associazioni etc) la parola aperta non ha diritto di esistenza. Non sorprende che il presidente del consiglio della lista Rapinese abbia detto no alla proposta avanzata da tutti meno la sua lista di discutere in una seduta aperta del tema scuole. Ovviamente l’ennesimo vulnus alla democrazia non è piaciuto.
«Abbiamo appreso con dispiacere della decisione del presidente del Consiglio comunale di rigettare la nostra istanza di una seduta “aperta” sul dimensionamento scolastico. Una proposta che avevamo avanzato per permettere anche a insegnanti, genitori e sindacati di partecipare e di confrontarsi con l’Amministrazione comunale per arrivare a una soluzione condivisa e vantaggiosa per tutti. Purtroppo, ancora una volta, questa possibilità ci è stata negata, ma è stata negata soprattutto ai cittadini. L’Amministrazione continua sulla propria linea di chiusura, arroccata nel palazzo e incapace di confrontarsi con i cittadini e di rendere conto delle proprie decisioni. Un tema così importante avrebbe meritato maggiore apertura e coinvolgimento. Concetti democratici che, purtroppo, sembrano ancora una volta estranei a chi sta amministrando la nostra città».[Le forze di minoranza nel Consiglio comunale di Como]

