Il presidente nazionale dell’Arci Walter Massa in un post fb si rivolge con profondo rispetto e stima alla senatrice Lilliana Segre e afferma l’imepgno dell’Arci: «Noi continueremo a coinvolgere e a portare i ragazzi e le ragazze ad Auschwitz, Birkenau, Mauthausen ma anche a Sebrenica, Sarajevo, Mostar, Bihac e quando finalmente si potrà a Dnipro, Kharkiv, Gaza City, Rafah e in molte molte altre parti del mondo martoriate dalla guerra e dalla barbarie dell’uomo perchè siamo convinti come lei che quei luoghi del passato e quelli del nostro presente rimangono il monito più grande a ciò che non dobbiamo fare e anche e soprattutto perché quel “Mai Più” che spesso campeggia in slogan o manifesti dedicati a questa giornata sia per sempre e definitivamente un “Mai Più per Nessuno”»
«Gentile Senatrice Segre,
mi rivolgo a lei con la deferenza, la stima e l’affetto che si devono a persone che tanto e bene rappresentano la nostra storia, il nostro presente e il nostro futuro.
Lo faccio oggi in questa giornata speciale dopo aver letto la sua intervista in cui manifesta preoccupazione e pessimismo per ciò che potrebbe accadere quando anche l’ultimo dei sopravvissuti dai campi di sterminio nazisti non ci sarà più.
Le sue parole mi hanno colpito molto così come mi colpirono quelle di un partigiano che ebbi la fortuna di conoscere e frequentare – oggi scomparso – che, come lei, per lungo tempo visse con grande preoccupazione il futuro legato alla memoria della lotta di Resistenza.
Proprio ieri sono stato a salutare oltre 200 ragazze e ragazzi che anche quest’anno accompagneremo ad Auschwitz, Birkenau, al ghetto di Cracovia con il progetto “Promemoria Auschwitz”.
Un impegno che portiamo avanti da moltissimi anni e che rimane un tratto distintivo della nostra azione associativa fondata sull’antifascismo e sull’antirazzismo.
Un progetto che tra le altre cose prova a rendere meno distonici i tempi che viviamo da quella terribile storia che lei ha vissuto e subito e da cui tutte e tutti veniamo.
Già perche questa è la domanda che spesso riceviamo: come possiamo celebrare solo un ricordo con quello che accade oggi in moltissime parti del mondo?
Una domanda a cui non sempre è facile rispondere come capirà.
Mi permetto dunque di scriverle perché vorrei provare in qualche modo ad alleviare le sue preoccupazioni – che sono anche le mie – e a rassicurarla con l’impegno che ci siamo presi affinché quella storia, la sua storia, la nostra storia non rimanga in futuro solo un rigo in qualche libro sfuggito alla censura (anche di questo dobbiamo preoccuparci di questi tempi) ma il ricordo dello sterminio di ebrei, rom, omosessuali, lesbiche, comunisti, socialisti, democratici, disabili e oppositori al regime nazista e fascista rimanga un tratto portante della memoria e dell’impegno collettivo è il caposaldo della nostra democrazia.
Noi infatti continueremo a coinvolgere e a portare i ragazzi e le ragazze ad Auschwitz, Birkenau, Mauthausen ma anche a Sebrenica, Sarajevo, Mostar, Bihac e quando finalmente si potrà a Dnipro, Kharkiv, Gaza City, Rafah e in molte molte altre parti del mondo martoriate dalla guerra e dalla barbarie dell’uomo perchè siamo convinti come lei che quei luoghi del passato e quelli del nostro presente rimangono il monito più grande a ciò che non dobbiamo fare e anche e soprattutto perché quel “Mai Più” che spesso campeggia in slogan o manifesti dedicati a questa giornata sia per sempre e definitivamente un “Mai Più per Nessuno”.
Gentile Senatrice è questa una promessa che rivolgo a lei ma che facciamo a noi stessi per dare a questo mondo di oggi un presente e un futuro migliori. Le ragazze e i ragazzi sono più avanti di quanto immaginiamo e hanno fame di pace, giustizia e solidarietà.
E hanno voglia di battersi per un mondo più giusto. Per questo dobbiamo avere speranza e non lasciarli soli.
Con immensa stima, [Walter Massa, Arci nazionale]

